Da Roma a Buenos Aires, dall'Europa al Sud America, per Daniele De Rossi i prossimi otto mesi parleranno argentino con l'arrivo nelle fila del Boca Juniors, la sua nuova realtà dopo quella ventennale in giallorosso. Per il centrocampista italiano due mondi diversi ma simili legati dall'amore e dal valore di appartenenza che le due società hanno radicato nella loro storia. Così, Daniele De Rossi dichiara il suo amore al Boca Juniors in una intervista pubblicata sul sito ufficiale del club.

Una scelta ponderata ma voluta fortemente, per la quale De Rossi ha lasciato dietro di sè i trascorsi romanisti e in Italia, avventurandosi in un universo tutto nuovo ma con la consapevolezza di poter mettere a disposizione di una società gloriosa tutta la propria esperienza: "Ho deciso di fare questa scelta perché è un grande club, che vuole vincere e fare le cose come si deve, fatte bene".

Il Boca come la Roma

Il clima è già caldissimo, De Rossi si sta allenando ma non è ancora sceso in campo. In attesa dell'esordio con la maglia degli Xeneizes, il centrocampista al momento si gode l'atmosfera che gli ricorda la Capitale: "Qui ho trovato tanto affetto. Non è tanto diversa da quella che ho vissuto con la Roma e forse questo posto mi piace perché è proprio simile alla Roma. La Bombonera? E' l'unico stadio che mi faceva emozionare pur non avendolo mai visto e pur non essendoci mai entrato"

Ho realizzato uno dei miei sogni e sono felice. Il prossimo?  E vincere un grande torneo qui: posso promettere che darò il 100% perché conosco solo una via per giocare a calcio e fare il calciatore professionista

Da Maradona a Tevez, la storia del Boca

De Rossi poi entra nella storia del Boca, dei suoi campioni passati e presenti, da Maradona, a Burdisso a Tevez: "Con Burdisso ci sentiamo da sempre lo conosco da anni mi ha solo parlato bene di questa avventura. Maradona? Era ed è la storia del calcio. Quando sono cresciuto, ho iniziato a giocare e guardavo i suoi video. Contro Tevez ho giocato contro tante volte, anche quando era al Manchester United. È un campione che ha deciso di tornare a casa. Lo rispetto tantissimo, so cosa significa giocare nel proprio stadio, con la pressione dei tuoi tifosi che sono anche tuoi concittadini."