Da ‘bello ma inutile' a ‘eroe'. Loris Karius ormai è abituato, la sua carriera di portiere (e la sua vita) ha toccato il punto più basso il 26 maggio scorso, quando ‘regalò' al Real Madrid la Champions commettendo errori imperdonabili in finale. Tutta colpa (anche) della gomitata di Sergio Ramos, si disse allora citando autorevoli pareri medici sul presunto stordimento e la percezione visiva alterata dal colpo subito alla testa. La realtà è che nei suoi confronti non c'è mai stata abbastanza fiducia e quanto accaduto a Kiev ha solo accelerato il processo che ha portato Alisson nel Merseyside.

Emigrato in Turchia. In prestito biennale al Besiktas, Karius è stato accolto con grande euforia soprattutto dal pubblico femminile. E che c'entra col calcio? C'entra… perché la fama di atleta modello (nel senso di manichino da passerella, più che esempio professionale) lo ha accompagnato anche sul Bosforo e qualche ‘impiccio' pure lo ha creato soprattutto per le ‘topiche' che hanno fatto – ancora una volta – il giro del mondo sottolineate dall'associazione spietata sui social network. Quale? Semplice, semplice… Loris Karius è sinonimo di ‘papera'. E così se un altro portiere incorre in un errore clamoroso adesso si dice che "para come Karius".

Come ha reagito dinanzi a tutto questo il portiere tedesco? C'era un solo modo per mettere tutti a tacere e prendersi una rivincita rispetto agli sfotto', alcuni pesantissimi, nei sui confronti: mostrare di non essere un brocco, di essere affidabile e bravo, che tra i pali non è solo ‘bello a vedersi' ma anche efficace abbastanza da abbassare la saracinesca (come si dice in gergo) e salvare porta, risultato. E' successo alla vigilia dell'Immacolata, nella partita di Super Lig (il campionato turco) che il Besiktas ha giocato contro l'Alanyaspor. Il numero uno ex Liverpool è stato il man of the match. Basta dare un'occhiata alle parate decisive effettuate. E adesso qualcuno gli ha messo anche la corona in testa, come re dei portieri e non (più) delle papere.