“Mi piace vincere sempre ma so che non dipende da me” diceva Cristiano Ronaldo. “Credo che merito di vincere il Pallone d'Oro tutti gli anni”. Diventato nel 2008 il più giovane di sempre e il primo giocatore dello United dal 1968 a riceverlo, CR7 finisce nell'albo d'oro per la seconda volta, senza contare i due Palloni d'Oro FIFA. Inizia un nuovo viaggio nella sua strada verso la perfezione.

Gli inizi.

Un viaggio lungo, un Bildungsroman partito a Funchal, la capitale dell' isolotto di Madeira, 57 chilometri per 22 su una roccia vulcanica mentre tutt'intorno è Lusitania, in una stradina dove adesso c'è solo uno spiazzo incolto, un campo da calcetto e un bar. È il quarto figlio di Maria Dolores dos Santos e Jose Dinis Aveiro. Nasce alle 10.20 della mattina del 5 febbraio all'ospedale. È la sorella della mamma, che all'epoca lavorava in un orfanotrofio, a scegliere il nome Cristiano. Dolores e il papà aggiungono Ronaldo, in omaggio a Reagan. Il padre morirà di problemi legati all'alcolismo nel 2008. CR7 non toccherà mai un goccio d'alcool. “Ho il mio club di amici” dice, “quando ci vediamo offro loro bottiglie di champagne da mille dollari e bevo Red Bull”. Quando un giornalista del Daily Mirror scrive di averlo visto ubriaco, fa causa al giornale, vince e devolve i danni in beneficenza.

Espulso da scuola.

è un'infanzia che definisce felice, anche se la casa è piccola e va riparata quando arrivano i forti venti dall'Oceano. Cristiano dorme praticamente col pallone. È molto popolare fra gli studenti, ma studiare non gli piace. Viene anche espulso da scuola perché lancia una sedia contro un professore perché, spiega, gli aveva mancato di rispetto. Dolores capisce che quel figlio così talentuoso farebbe meglio a concentrarsi solo sul calcio.

Enfant prodige allo Sporting.

È Dolores che lo accompagna a 11 anni al provino con lo Sporting Lisbona: è la prima volta che prende un aereo. Soffre di tachicardia, ma si opera e due anni dopo è già il primo giocatore nella storia dello Sporting a giocare nell’Under-16, Under-17, nella seconda e nella prima squadra in unica stagione. Nel 2002 debutta in Champions League, contro l'Inter. L'estate successiva, per l'inaugurazione dello stadio Jose Alvalade arriva il Manchester United. Jorge Mendes, il procuratore che è un po' un secondo padre, gli dice di fare le valigie.

Il Devil veste la 7.

A Manchester, CR7 arriva con l'etichetta di teenager più pagato nella storia della Premier. Voglio diventare uno dei migliori giocatori in circolazione nel giro di due o tre anni. Sarei orgoglioso se un giorno venissi considerato alla stregua di George Best o David Beckham” dirà. Otterrà, per volontà di Ferguson, la loro stessa maglia, la gloriosa “numero 7”. Non si fa certo amare, passa per egoista, vanitoso, arrogante (critiche che lo accompagnano peraltro ancora adesso), litiga con Van Nistelrooy ma soprattutto segna poco. Sir Alex Ferguson lo affida all'olandese René Meulensteen che studia allenamenti specifici. Ronaldo, che per uno spot della Castrol dimostrerà di saper segnare anche al buio, diventa il più forte di tutti: una macchina da gol.

I numeri fanno la storia.

Ha segnato almeno un gol in ogni singolo minuto, dal 1′ al 90′. È l'unico ad aver vinto titolo, coppa e supercoppa nazionale, Champions, Mondiale per club, premio come Giocatore dell'anno nella lega, Scarpa d'oro e pallone d'oro per due squadre diverse (Manchester United e Real Madrid). È diventato il più rapido di sempre a toccare i 200 gol nella Liga (gli sono bastate 178 presenze). Una rete speciale, questa, che gli ha permesso di battere Di Stefano e detenere il record di triplette realizzate nella Liga. Unico nella storia del campionato spagnolo ad aver segnato a tutte le altre 19 squadre in una singola stagione e ad aver realizzato più di 50 gol all'anno per sei anni di fila, si esalta in nazionale.

Primo, e finora unico, in gol in quattro edizioni, recordman di marcature con Platini, è il più prolifico di sempre contando anche i match di qualificazione (29 centri), quattro in più di Ibrahimovic. È il più presente di sempre con la maglia del Portogallo, superato Figo, e nella fase finale degli Europei, ma ha perso il primato di più giovane portoghese in una grande competizione internazionale: un record ora alla rivelazione Renato Sanches, entrato dalla panchina a 18 anni e 301 giorni nell'1-1 contro l'Islanda.

CR7 vs Messi: la rivalità degli anni 2000.

Ronaldo è la perfezione della forza, un campione da leggenda con meno grasso corporeo di una top-model. Ma ogni leggenda ha bisogno di una sfida, di non vedersi come l'unico avversario. Ha bisogno di una sfida, di una nemesi. Ronaldo ha Messi. “Io e Leo non siamo buoni amici”. Non c'è niente di più della rivalità che si vede in campo. Messi ha segnato meno, 532 gol in carriera contro i 567 di Ronaldo, ma ha una media migliore di reti a partita (0.83 contro 0.68). In Champions, però, il portoghese ha timbrato due reti in più, 95 a 93, nonostante abbia firmato il primo alla sua trentesima presenza nella competizione, nel 7-1 del Manchester United alla Roma. Ha firmato due triplette meno della Pulce, ma in 25 partite ha realizzato almeno due gol.

Cristiano Ronaldo e la Pulce sembrano destinati a far parte della stessa frase, due capitoli fratelli di questa antologia. “Ci rispettiamo, ma non c'è niente più di questo” ha detto CR7 in un'intervista al magazine inglese Coach. Però, ha ammesso, la presenza di Messi lo motiva. “Anche mio figlio” ha detto Ronaldo, “mi fa un sacco di domande su di lui”.

Il figlio: Cristiano Ronaldo junior.

Cresciuto povero, dividendo la camera con i fratelli, ha pagato 10 milioni di sterline alla donna che ha dato alla luce suo figlio perché accettasse di rinunciare a ogni diritto legale sul bambino. L'ha chiamato come lui, ha anche una maglia numero 7 personalizzata identica alla sua, viaggia nel suo stesso elicottero privato e assiste a tutte le partite di CR7. È nato per essere ricco, CR7 jr, che andrà in una scuola privata, dice il papà, “ma non voglio che diventi uno snob”. Vuole insegnarli i valori religiosi, lui che colleziona crocifissi da appendere al collo, e spera che un giorno diventi calciatore come lui. Intanto, Cristiano Ronaldo junior vive nella casa da 400 mila sterline che ha comprato in Portogallo.

Il Marocco e quell'amicizia chiacchierata con Badr Hari.

Ronaldo spende 8 mila sterline in vestiti, e oltre 180 mila l'anno in voli privati. Tanto si è scritto del tanto, per molti troppo, tempo passato con l'amico Badr Hari, kickboxer marocchino fissato con il fisico, un flirt con la nipote di Cruijff alle spalle, con il quale si è frequentemente mostrato in fotografia. Una, che ha scatenato l'ira di Florentino Perez e il “blocco” dei viaggi da parte del Real, lo ritrae in braccio all'amico con la scritta "Just married". Allusioni di qualcosa in più di un'amicizia si diffondono sui social, il regno di CR7 che ha più follower di qualunque altro calciatore. Ma il motivo dei viaggi, per il settimanale portoghese Nova Gente, sarebbe la modella franco-portoghese Melanie Martins.

Fidanzate di un tombeur de femmes.

La carriera di seduttore di CR7 si può far risalire al 2002, alla storia durata pochi mesi con Jordana Jardel. Tanti i flirt che gli sono stati attribuiti, ma pochi quelli con donne famose (Maria Sharapova, Kim Kardashian e, si dice, Paris Hilton). Raffaella Fico ha detto di aver perso la verginità con lui, la modella di Foligno nel 2008 ha raccontato di un primo bacio a Capri, di messaggi bollenti e di un CR7 molto dotato non solo sotto porta.  E qualcuno dirà: bomber vero. Pochi i fidanzamenti ufficiali. Il più lungo con Irina Shayk, cinque anni di love story da copertina finita come i fidanzamenti dei comuni mortali. "Cristiano mi ha tradito con decine di donne. Questo è il motivo della nostra separazione" spiegava la modella al Sun. "Con lui mi sentivo infelice e brutta". E  ce ne vuole.

Football Leaks.

Le donne, la moda, il denaro. È il mondo di CR7 che rischia di andare in pezzi con l'inchiesta Football Leaks. Quest'anno Ronaldo guadagnerà 32.727.360 euro, cui se ne potrebbero aggiungere altri 3.636.364 in caso di vittoria della Champions League. Ma nel 2009, scrive l'Espresso, “quando è passato al Real Madrid, Ronaldo ha trasferito i diritti sulla propria immagine alla società Tollin Associates con sede nel paradiso fiscale delle Isole Vergini Britanniche, nei Caraibi. In questo modo la quasi totalità dei compensi ricevuti dagli sponsor sono rimasti nascosti al Fisco”: una cifra superiore ai 70 milioni di euro.

Negli anni, Cristiano Ronaldo ha comprato una Ferrari 599 Fiorano e una Mercedes McLaren SLR d'argento. Ha una serie di proprietà immobiliari gestite dalla famiglia e un suo museo personale. Ha aperto la sua prima boutique a Madeira, e dal 2008 ha aggiunto un secondo negozio a Lisbona, a marchio CR7. Nel catalogo cinture con fibbie di diamanti, jeans con le tasche in pelle e dal 2013 una linea di maglie, scarpe, una di intimo in collaborazione con la JBS Textile Group, e il suo profumo. Ma, dice, l'immagine non corrisponde alla sostanza. “Sono una persona riservata, molto alla mano”. È un campione isolato, che nel calcio non ha amici veri e preferisce la solitudine. La solitudine dei numeri primi.