Lionel Messi dopo Cristiano Ronaldo in Italia. Se davvero fosse possibile una cosa del genere il calcio spagnolo finirebbe al collasso e quello italiano potrebbe togliersi (finalmente) lo sfizio di fare marameo ai ricconi della Premier, ai petrol-dollari dello sceicco (che non sono garanzia di successo) e alla sicumera dei tedeschi che da Monaco di Baviera sminuiscono l'ingaggio di CR7 derubricando l'operazione a ‘affare non intelligente e poco conveniente'. Calma, non c'è alcuna trattativa che giustifichi euforia incontrollata e voli pindarici di mercato. E soprattutto i 700 milioni della clausola rescissoria rendono impossibile (?) un'operazione del genere alla quale, oltre al costo del cartellino, andrebbe ad aggiungersi anche lo stipendio da 40/43 milioni netti a stagione che guadagna la Pulce.

La ‘provocazione' di Ronaldo. Le parole dell'ex stella del Real Madrid rivolte all'argentino ("venga in Serie A, lo aspetto") un po' accendono la fantasia dei tifosi. E allora stiamo al gioco, raccogliamo la ‘provocazione' del portoghese e ragioniamo per assurdo. Ipotizziamo che il ‘dieci' blaugrana decida di lasciarsi alle spalle la propria avventura ultra-decennale a Barcellona, faccia i bagagli e decida di calare in Serie A per continuare il duello con il suo alter ego di sempre quanto a Palloni d'Oro (cinque a testa), prodezze balistiche, gol segnati, trofei da sollevare verso il cielo. Dove potrebbe giocare? Quale maglia potrebbe indossare?

Equazione facile, facile… Messi è argentino, ha la maglia numero 10 sulle spalle. Quale altro numero dieci proveniente dal Paese sudamericano ricordate? Napoli, nel solco della tradizione che ha visto in Diego Armando Maradona il Pibe dei più bei trionfi azzurri, accoglierebbe la Pulce come nuovo ‘messia'. Una polveriera pronta a esplodere: se nel giorno della presentazione del ‘Diez' al San Paolo corsero in sessantamila quanti ne andrebbero oggi allo stadio per salutare il campione? Sognare, anche a occhi aperti, costa nulla… e renderebbe il duello a distanza tra ‘vecchia signora' e partenopei da mille e una notte.

Dall'azzurro al nerazzurro mancato. Mentre l'accostamento al Napoli è da libro delle favole quello all'Inter, invece, s'è basato su qualcosa di molto più concreto in passato. Nel 2006 il club del presidente Moratti provò per davvero ad acquistare Messi come rivelato qualche tempo fa dall'allora presidente del Barcellona, Joan Laporta, in un'intervista concessa al tabloid inglese The Guardian. "Presentarono un'offerta da 150 milioni di euro, pari al valore della clausola rescissoria. Parlammo con il giocatore e decidemmo di alzare la clausola a 250 milioni. Avevamo una squadra in grado di farlo diventare il più grande della storia". Quattro anni dopo l'Inter di Mourinho e del triplete avrebbe vinto la Champions battendo in semifinale proprio i blaugrana e Messi.

El más aclamado. Titola così il quotidiano sportivo spagnolo ‘As' facendo riferimento agli applausi ricevuti da Messi domenica sera che al Santiago Bernabeu era accomodato in tribuna per assistere alla finale di Copa Libertadores tra River Plate e Boca Juniors. Il simbolo del Barcellona osannato nel tempio dei rivali storici, magia del calcio e di un campione che in Italia non arriverà se non da avversario.