Corsa tra fango e filo spinato, Di Canio: “Servirebbe anche ai calciatori…”
Una corsa molto particolare per mettersi alla prova e superare i propri limiti. Dopo la Spartan Race di Taranto, a Roma il 5 novembre scorso è andata in scena la Legion Run. Si tratta della prima edizione italiana della competizione che vede i partecipanti confrontarsi con un durissimo percorso: 5 chilometri con ben 20 ostacoli tra fango, fuoco, ghiaccio e filo spinato nella cornice dell’Ippodromo Militare 8° Reggimento Lancieri di Tor di Quinto.

Una sfida durissima a cui hanno partecipato circa 1000 atleti che hanno voluto mettere alla prova la propria tenuta mentale e anche fisica. Atleti singoli e in gruppo hanno cercato di tenere duro fino al traguardo superando prove durissime come lo strisciare sotto il filo spinato, tuffarsi in piscine con tanto di lastre di ghiaccio, arrampicarsi su pareti rese scivolose, o superare zone fangose.
E alla Legion Run che ha fatto tappa in Italia dopo le edizioni di Parigi, Budapest, Sofia, Lione, Atene e Hong Kong, hanno partecipato anche alcuni ex calciatori. Tra questi Paolo Di Canio che si è messo in gioco con 4 amici. L’ex attaccante di Lazio e Juventus si è presentato ai nastri di partenza con la proverbiale grinta dichiarando: “Mi piace mettermi in gioco e affrontare questo genere di gara – ha dichiarato ai microfoni di alaNEWS- Un’ottima occasione per tenersi in forma, fare gioco di squadra e mettersi alla prova in compagnia degli amici di sempre. Non potevo perdere l’occasione di partecipare“.
Grande voglia di mettersi in gioco dunque per l’ormai ex opinionista Sky che dopo il traguardo ha riservato una stoccata anche ai calciatori moderni ai quali servirebbe forse il confrontarsi in competizioni del genere: “Sono molto contento, è stata una giornata piacevolissima. E poi l’Ippodromo di Tor di Quinto con tutto questo verde è perfetto per una gara così. A proposito, anche per i calciatori ogni tanto servirebbe un tipo di allenamento del genere, per capire le difficoltà da superare e per riportare alla realtà quelli che volano sollevati da terra".