Linea della fermezza e iniziative clamorose in campo dinanzi al ripetersi di cori razzisti. E' la presa di posizione del Napoli che – stando a quanto appreso dall'Ansa – arriva all'indomani delle parole del ministro degli Interni, Matteo Salvini, che s'è detto contrario all'ipotesi di sospendere le partite. Un'eventualità esclusa anche dal presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, che ha fatto appello al regolamento facendo riferimento al potere decisionale che al riguardo non spetta agli arbitri ma alle autorità istituzionali competenti. Dalle stesse fonti del club – si legge nella nota apparsa sull'agenzia di stampa – i concetti espressi dal numero uno del Viminale hanno destato "grande perplessità tra i vertici della società sportiva".

Cosa aveva detto il ministro degli Interni

Vietare le trasferte, non va bene – ha ammesso il numero uno del Viminale -. Come chiudere gli stadi, non è giusto che per colpa di pochi paghi una maggioranza di persone che non c'entra niente. E' la resa dello Stato. Chi decide sulla sospensione delle gare? Non l’arbitro, che ha già i suoi problemi. Non il funzionario di polizia, che deve preoccuparsi dell’ordine pubblico. Finisce che lasciamo la decisione nelle mani di pochi tecnici.

Cosa farà il Napoli, la posizione contro le parole di Salvini

Cosa farà il Napoli qualora – come accaduto con Kalidou Koulibaly a San Siro contro l'Inter – ci saranno ancora ululati razzisti o altri insulti di origine territoriale? Gli azzurri restano nel solco della linea illustrata dal tecnico, Carlo Ancelotti: ovvero, per uno stop temporaneo da parte dei calciatori. Del resto, la stessa Uefa – pochi giorni dopo gli episodi avvenuti nel giorno di Santo Stefano al ‘Meazza' – era intervenuta chiarendo che durante la sfida di campionato del 26 dicembre il protocollo anti-razzista non era stato rispettato.