Nel momento decisivo della stagione, la Lazio si ritrova, vince a San Siro e conquista la finale di Coppa Italia. Quella del Meazza è stata una vittoria meritata dai biancocelesti, arrivata dopo un primo tempo equilibrato e un secondo tempo giocato dai romani inizialmente con coraggio e, dopo la rete di Correa, con la lucidità necessaria per tener testa alla reazione comunque flebile del Milan. Simone Inzaghi può dunque sorridere, meno Rino Gattuso che dopo l'Europa League fallisce il secondo obiettivo stagionale ed esce da San Siro a testa bassa e sommerso dai fischi.

Poco spettacolo nel primo tempo

Gattuso conferma il 3-4-3 con Caldara in campo dall'inizio. Inzaghi copia e incolla per nove undicesimi la formazione dell'andata, con Correa alle spalle di Immobile. La posta in palio è alta, e consiglia un approccio guardingo alle due squadre. Il Milan prova a far la partita, ma fatica a trovare spazi contro una Lazio molto attenta. La formazione di Simone Inzaghi è però sfortunata, perché perde per infortunio Milinkovic-Savic, che lascia il posto a Parolo per un problema alla caviglia.

C'è poco ritmo in campo e le occasioni scarseggiano. Il primo tiro verso una porta è quello di Immobile che, al 26esimo, impegna Pepe Reina. Decisamente più difficile la deviazione di Strakosha sul successivo sinistro velenoso di Calabria: anche lui fuori per infortunio al 39esimo. La Lazio cresce nel finale di primo tempo e crea due palle gol nitide: sulla prima Bastos manda sul fondo, sulla seconda è Reina che ferma l'incursione di Correa.

Correa manda la Lazio in finale

Anche l'inizio della ripresa è di marca biancoceleste. Reina si supera subito su un destro di Lucas Leiva, poi guarda con paura un colpo di testa di Bastos terminare fuori di poco. Il Milan soffre e va sotto al 13esimo dopo la rete in contropiede di Correa: abile a freddare il portiere rossonero per il vantaggio biancoceleste. Gattuso prova la carta Cutrone (fuori Caldara) e passa ad un 4-2-4 molto più offensivo, con Calhanoglu anche lui sul terreno di gioco al posto di Castillejo.

Nell'ultimo quarto d'ora i rossoneri vengono avanti, ma lo fanno con poche idee, molti errori e zero pericoli portati nell'area laziale. Per la difesa di Inzaghi è così un gioco da ragazzi fermare un povero Diavolo e portare fino al novantesimo il risultato, sfiorando anche il secondo gol in diverse situazioni. Il 15 maggio, allo stadio Olimpico, ci saranno dunque Immobile e compagni: alla loro terza finale negli ultimi cinque anni. Nelle prossime ore conosceremo la seconda finalista, che uscirà dalla sfida di Bergamo tra l'Atalanta e la Fiorentina.