Alla fine è arrivato il gol del solito Cristiano Ronaldo. Il portoghese è risultato decisivo procurandosi il rigore e poi segnandolo al 90′. Una doccia fredda per il Milan che cullava un successo importantissimo, ma la Juventus ha mostrato di non mollare mai. Una gara però vissuta spesso con il fiato corto, le idee confuse e la difficoltà di gestire il match. Una prova incolore, al di là del risultato, che conferma quanto la sconfitta di Verona e le sue polemiche abbiano inciso nella settimana bianconera.

Il Milan ha giocato meglio, ha meritato il vantaggio, ha sfiorato di più il gol mostrando una maggior voglia di vincere. Conta poco se la Juventus è cresciuta nel finale, trovando un rigore e reclamandone un altro (Rebic su Cuadrado): la gara è stata negativa, di rincorsa, frammentaria. Per Sarri altri indici puntati, anche se questa volta non sembra aver sbagliato formazione e in corsa ha inserito anche il tridente.

Le perplessità di Sarri

Non posso dire di aver visto miglioramenti significativi ma credo faccia parte della normalità di questo momento che dobbiamo vivere in modo positivo.

Saranno ancora giorni difficili per il tecnico bianconero, già bersagliato dalla critica e dai tifosi che non sono soddisfatti dell'attuale momento della squadra: "Facciamo fatica a crescere e prendiamo gol in circostanze che non capisco, perché si possono anche evitare. Siamo stati bravi però in una cosa: il palleggio, partendo dalla fase difensiva perché è in questo modo che si riesce ad avere una squadra più efficace quando ci si propone in avanti. Ma stasera il problema è che siamo mancati sotto porta"

La reazione rispetto a Verona

Il paragone con la sconfitta del Bentegodi c'è tutto: anche a Verona la Juventus ha giocato male. L'unica differenza è che a San Siro ha rimediato Ronaldo, per il resto la prestazione è da rivedere. Per Sarri, il ko di domenica si è sentito a livello psicologico: "Venivamo da una brutta partita e da una sconfitta polemica, non era facile giocare stasera. Ma contro il Milan ho visto la reazione. Se devo essere positivo dico che il risultato è ottimo in attesa del ritorno".

Preoccupato io? Le preoccupazioni vere sono altre, come la salute. Qui c'era un terreno insidioso, il pressing avversario, situazioni singole che possono determinare una intera partita. Siamo in un momento di stallo ma credo sia normale: anche nella vita non si può crescere continuamente.