Al di là di come finirà la corsa Champions League, che si è complicata dagli ultimi tre pareggi consecutivi, in casa Inter al momento tiene banco la questione legata al tecnico del futuro. Un problema che dev'essere risolto all'indomani della fine dell'attuale stagione senza ombre o tentennamenti per dare una linea precisa a ciò che si vuole costruire. Conte o Spalletti è una scelta delicata per svariati motivi: cambiare significa mette mano pesantemente al portafogli, vorrebbe dire cambiare strategia di mercato, darebbe chiare indicazioni sul futuro di Icardi.

Marotta, l'ago della bilancia

Tutte questioni che devono essere affrontare su diversi livelli: Spalletti ha ricevuto a parole la conferma da parte di Marotta e della società ma lo stesso ds non rifiuterebbe un eventuale arrivo di Conte con cui ha lavorato bene (e vincendo) alla Juventus. Un avvicendamento sulla panchina potrebbe però riaprire il problema sul fair play finanziario e riportare la società sotto monitoraggio dell'UEFA.

Da Spalletti a Conte: 60 milioni di spesa

Attualmente Luciano Spalletti ha un contratto ancora in vigore che scadrà nel 2020 e si considera a tutti gli effetti il tecnico dell'Inter anche per la prossima stagione. L'Inter lo sa e sa anche che liquidare il toscano e il suo staff, oggi costerebbe circa 30 milioni di euro. Altrettanti ce ne vorrebbero per ingaggiare Conte e i suoi uomini per un paio di stagioni. Spesa totale? 60 milioni immediati.

Il ‘tesoretto' Champions per restare nel fair play Uefa

Una spesa che l'Inter può affrontare solamente davanti ad una cessione importante o di fronte agli introiti garantiti per la Champions League 2019/20. Per questo, tutto verrà deciso a bocce ferme. L'accesso alla coppa infatti, porterebbe circa 50 milioni subito più altri 15-20 milioni garantiti dalla prima fase tra incassi di botteghino e percentuali in caso di pareggi e vittorie. Il ‘tesoretto' Champions non verrebbe più dedicato al mercato in entrata, bensì alla panchina se si decidesse per Conte.

Il mercato: inevitabile la cessione di Icardi

A quel punto, verrebbe influenzato anche il mercato. Per farlo – evitando sempre la mannaia del fair play Uefa – l'Inter dovrebbe vendere. Ed ecco che la cessione di Icardi a quel punto sarebbe quasi inevitabile con l'argentino che ha un valore attorno ai 100 milioni e che permetterebbe al club di investirli in altri 2-3 rinforzi ulteriori. Per assurdo, se arrivasse Conte, Icardi avrebbe più percentuali di lasciare l'Inter da un punto di vista economico per aiutare le casse nerazzurre.

Se Spalletti resta: più soldi per il mercato

Se dovesse restare Spalletti, ci sarebbero i soldi per fare mercato al di là delle cessioni. In questo senso, l'eventuale cessione di Icardi non sarebbe una necessità ma una volontà. Potrebbero partire altri giocatori con un buon mercato, come Perisic o Candreva, permettendo riscatti e acquisti di rafforzamento. Sotto le direttive di Spalletti (Dzeko) che ne uscirebbe più rafforzato ma che non avrebbe più scusanti per non vincere almeno un titolo.