La storia della Supercoppa italiana ha una parabola breve ma molto avventurosa. Tutto nacque a tavola, come accade spesso nelle migliori cose italiane. Il giornalista del Corriere dello Sport Enzo D’Orsi è a cena con Paolo Mantovani, presidente della Sampdoria, vincitrice della Coppa Italia nella stagione 1987-1988. Parlando di futuro, il giornalista buttò lì l’idea di un trofeo simile alla gloriosa Charity Shield inglese. Da quella chiacchierata, Mantovani capì che il progetto aveva molto senso, ne parlò con il presidente della Lega, Nizzola, e il 14 giugno 1989 Milan, squadra vincitrice dello scudetto, e appunto la Sampdoria, si sfidarono a San Siro per la prima Supercoppa italiana.  Si giocò d’estate, a fine stagione, perché quell’annata di Serie A era iniziata ad ottobre per le Olimpiadi Seul. Vinse il Milan per 3-1 grazie ad un ottimo van Basten autore di un gol e un assist.

Maradona batte Baggio e il Napoli la Juventus. La prima volta che il trofeo si giocò a inizio stagione, come di consueto si faceva in Inghilterra, fu per la terza edizione fra il Napoli e la Juventus. Era il 1° settembre 1990, Baggio era appena arrivato alla Juve ma Maradona era ancora troppo per il Codino. I partenopei schiantarono i bianconeri per 5-1 con due doppiette di Careca e Silenzi. Sembrava l’inizio di una cavalcata trionfale per i partenopei, ma tutti sanno che quella invece fu la stagione del tramonto improvviso, con Maradona che saluta tutti a marzo e torna a casa.

Dominio milanista negli Anni Novanta. Nel 1993 la prima svolta. Per la sfida fra Milan e Torino si sceglie di giocare negli Stati Uniti, al Kennedy Memorial Stadium di Washington. Inizia da quel momento il vagabondaggio promozionale della Supercoppa italiana, spesso utilizzata per strategie geopolitiche o per interessare nuovi mercati in grande ascesa al calcio italiano. Quella partita in Usa non fu un grande spettacolo, vinse il Milan di Capello con gol di Marco Simone, ma si comprese che gli americani erano pronti per ospitare i Mondiali dell’anno successivo.

Nel 1995 il gol nella nebbia di Vialli. Se ne primi anni a farla da padrone fu il Milan, nel 1995 giocò la sua prima Supercoppa italiana la Juventus. Aveva vinto lo scudetto la stagione precedente, dopo 9 anni di attesa, contro il Parma, grande avversario per scudetto, Coppa Italia e Coppa Uefa. Avevano cercato di giocare all’estero, ma non si riuscirono ad arrivare ad un accordo. Alla fine la partita si disputò di gennaio a Torino, con soli 5000 spettatori paganti e una nebbia che non fece vedere nulla o quasi neanche in tv. La risolse Vialli con un gol facile facile dopo un colpo di testa di Ravanelli.

"Irina te amo", l'esultanza di Batigol in tv. Il trofeo dell’anno successivo, il 1996, divenne famoso per un’esultanza, quella di Batistuta, che gridava il nome di sua moglie Irina, mentre quella del 2000 fu all’insegna dei gol, addirittura 7 nello scoppiettante 4-3 che diede la vittoria ai biancocelesti di Eriksson sull’Inter. Nel 2002 altra trasferta, ancora più esotica rispetto agli Stati Uniti. Si va in Libia, per onorare Gheddafi e allo Stadio “11 Giugno” vince la Juve sul Parma 2-1 grazie ad un gol di Del Piero dopo una grande azione di Zalayeta.

Lo sgambetto di Ballardini a Mou nel Nido d'uccello. Nel 2005 l’Inter batte la Juve al Delle Alpi grazie ad un gol di Veron nei tempi supplementari e nel 2009 si batte una nuova pista, quella cinese. Allo Stadio Nazionale di Pechino, anche conosciuto come Nido d’uccello si gioca Inter-Lazio e Davide Ballardini fa un bello scherzo a Mourinho, battendolo per 2-1 con gol Matuzalem e Rocchi in 3 minuti. Nel 2011, sempre a Pechino, si gioca per la prima volta il derby di Milano per la Supercoppa italiana. Le due squadre la giocano allo spasimo ed è di nuovo l’Inter a perdere sempre per 2-1, con gol di Ibrahimovic e Boateng.

Higuain e quell'esultanza passata alla storia col Napoli. L’anno successivo, ancora una volta a Pechino, il Napoli ha molto da protestare per l’arbitraggio di Mazzoleni (lo stesso di Inter-Napoli in cui ha espulso Koulibaly, ndr). Sul 2-2 espelle inspiegabilmente Goran Pandev, nei tempi supplementari caccia anche Zuniga e il Napoli collassa, perdendo 4-2. Gli azzurri però si riprendono la rivincita due anni dopo, con un altro cambio di sede, allo “Jassim Bin Hamad Stadium” di Doha, in Qatar, tornando a disputarsi in inverno, il 22 dicembre 2014. I tempi regolamentari finiscono 1-1 con gol di Tevez e Higuain. I tempi supplementari 2-2 con altri due gol di Tevez e Higuain, ai rigori vince il Napoli con errore decisivo di Padoin.

L'ultimo acuto della Lazio con Murgia. Le ultime due edizioni, giocata la prima sempre a Doha e la seconda allo Stadio Olimpico di Roma, la Juventus, squadra dominante del calcio italiano, capace di vincere gli ultimi sette scudetti, le ha perse entrambe, la prima contro il Milan ai rigori e la seconda per un gol di Murgia contro la Lazio al 93’. Altro giro, altro spettacolo, altro Paese. Quest’anno ci si trasferisce tutti in Arabia Saudita, in quel di Gedda. Cerchiamo di portare il nostro carrozzone anche lì per farci amare un po’ di più. Magari servisse solo questo per superare l’appeal di Premier League, Liga e Bundesliga, dove giocano i migliori calciatori al mondo e dove tante squadre, almeno in Inghilterra, possono vincere il titolo.