Maurizio Sarri è il candidato più forte in questo momento per la panchina della Juventus. Il Chelsea non lo ha ancora liberato (attende il pagamento dell'indennizzo da 6 milioni di euro e di trovare un sostituto) e i bianconeri restano in attesa della fumata bianca che deve arrivare da Londra. Il direttore sportivo, Fabio Paratici, ha palesato assoluta serenità precisando che il nome in ballo "non è solo uno" e riaprendo di fatto il ventaglio delle opportunità a Pep Guardiola (graditissimo dalla piazza e considerato il ‘piano a' rispetto al tecnico toscano) e a Mauricio Pochettino, che non ha ancora chiarito il proprio futuro col Tottenham. Lo scenario che si profila è da fantacalcio e, qualora si realizzasse, sarebbe clamoroso per il domino che coinvolgerebbe 3 squadre (Spurs, City, ‘vecchia signora') e altrettanti allenatori.

Sul tavolo, però, il nome dell'ex Napoli è il più gettonato ma il suo arrivo a Torino divide la tifoseria. L'hashtag #SarriOut è stato lo slogan che ha catalizzato l'attenzione e la protesta di buona parte del popolo bianconero che non è entusiasta dell'arrivo del ‘comandante' alla Continassa. Al tam tam dei sostenitori in Rete s'è aggiunta anche un voce molto più autorevole che ha bocciato l'ipotesi Sarri al posto di Allegri. Si tratta dell'ex presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli.

Da tifoso dico no, da dirigente forse sì – ha ammesso a Radio Kiss Kiss -. A prescindere dal fatto che indossi o meno la tuta, è un allenatore che non ha classe. Poi quel dito che mostrò ad alcuni tifosi della Juve se lo metta in un altro posto… E' uno che quando gli rode non sa comunicare, butta il cappello a terra, bestemmia. Credo che l'avvocato Agnelli non avrebbe optato per uno come lui. Prendo atto che abbia voglia tornare in Italia per rivedere la mamma, il papà, il paesello… ma da tifoso ci resterei male a vederlo alla Juve

Il riferimento è all'episodio accaduto il 22 aprile scorso – quello della presa di Torino grazie al gol di Koulibaly nel finale: agli insulti rispose facendo un gestaccio e spiegò che quella sua reazione era rivolta "a un gruppo di persone che ha sputato contro il nostro pullman e ci ha insultati in quanto napoletani".