Da Carneadi a profili di grande interesse il passo è breve. O, almeno, potrebbe esserlo. Già perché le manifestazioni internazionali estive, spesso, si trasformano nelle migliori vetrine per giocatori semi-sconosciuti o che, solo in patria, possono vantare un certo seguito. È la storia di ogni anno ma è anche la storia della Coppa d’Africa che cela al suo interno parabole personali e professionali davvero da pellicola cinematografica. Come quelle dei talenti più interessanti, e meno noti, che andiamo ora a proporvi fra Algeria, Mauritania, Sudafrica, Congo e Senegal.

Baghdad Bounedjhab, il Dey algerino del gol

Un tempo provincia ottomana, l’Algeria ha ritrovato il suo Dey, il reggente della colonia maghrebina ai tempi dei turchi, nell’attaccante Baghdad Bounedjhab capace, negli ultimi anni, di guadagnarsi il proscenio e la titolarità nella selezione biancoverde. A discapito del più famoso puntero del Fenerbahce Islam Slimani convincendo il Ct Djamel Belmadi a suon di prestazioni di livello e gol pesanti (8 in 12 caps in nazionale). Sia pure, nell’Al Sadd, nella Stars League: il campionato qatariota. Tanto che, nel 2018, Baghdad Bounedjhab beneficiando dell’arrivo in squadra di Xavi Hernandez, è stato il calciatore più prolifico dell’anno solare con 59 realizzazioni totali. Meglio  di tutti. Pure di Messi. Certo in Qatar, ma anche nelle sue passate esperienze il classe ‘91 nativo di Oran non ha mai deluso le attese: 16 firme in 53 match a inizio carriera con l’USM El Harrach e 32 in 54 sfide complessive in Tunisia con l’Etoile Sportive du Sahel. Insomma, uno che con la porta avversaria, ha un certo feeling uno che, sconosciuto ai più, può dire la sua e chissà guidare i Leoni del Deserto alla seconda affermazione continentale della loro storia.

Tresor Mputu Mabi, l’anima del Congo

Il Congo non se la passa molto bene tanto che, nel Gruppo A, ha già racimolato due Ko (entrambi per 2-0) di fila contro l’Uganda e i padroni di casa dell’Egitto. Eppure, fra le sue fila, c’è un calciatore dalla grande esperienza che potrebbe interessare a tanti in giro per l’Europa. Un trequartista, che può giocare sulle corsie laterali come al centro del campo, fisico, dinamico ma anche con discrete geometrie che risponde al nome di Tresor Mputu Mabi e che meriterebbe un passaggio in un torneo nazionale più competitivo dopo aver vissuto la sua intera carriera nel cuore dell’Africa fra Kabuscorp, nel campionato angolano, e Mazembe, in patria.

Una colonna della selezione del Ct Valdo Filho, una risorsa polivalente, versatile e potenzialmente utile per tante, tantissime squadre. Come, sempre restando all’interno dei Diavoli Rossi, il mediano dello Standard Liegi Marveille Bokadi (23enne di buone prospettive) o l’ala destra 21enne, sempre in forza al Mazembe, Meschack Elia (450mila euro, il suo valore di mercato). Di fianco ai più noti e famosi Bakambu (22mln di euro, del Villarreal), Bolasie (11 mln di euro, dell’Anderlecht), Assombalonga (del Middlesbroguh), Mpoku (Standard Liegi) e Masuaku (West Ham).

Percy Tau, la speranza verde dei Bafana Bafana

Da seguire con estrema attenzione, anche le gesta del giovanissimo sudafricano Percy Tau a cui il Sudafrica devono tanto. Come, ad esempio, la propria presenza in Egitto con la doppietta rifilata alla Libia nell’ultima gara del Gruppo E di qualificazione, determinante ai fini dell’ennesima partecipazione alla Coppa d’Africa dei Bafana Bafana. Un profilo interessante, agile, veloce, dal baricentro basso, bravo in dribbling come sui piazzati e già di proprietà del Brighton che, nell’estate del 2018, lo ha prelevato dal club di Pretoria, il Mamelodi Sundowns, per poi girarlo in prestito nella Serie B belga all’Union St. Gilloise con cui ha realizzato 3 gol in 15 partite globali. Uno score discreto ma buono per ampliare il suo carico d’esperienza nella sua prima stagione fuori dai confini nazionali. Intanto, Percy c’è e si gioca a tutta questa competizione nel tandem d’attacco con Lebo Mothiba.

Krepin Diatta, freccia aggiuntiva del Senegal di Koulibaly

Il Senegal, appena incappato nella sua prima sconfitta in Coppa d’Africa con l’Algeria del predetto Bounedjhab, può poggiare le sue ambizioni, meno solide rispetto a poche ore fa, su una rosa importante ma anche sulle tante soluzioni offensive in squadra. Con Keita, Niang, Mane, Sarr e il meno noto Diatta, in forza al Bruges, a garantire tanto estro, qualità e precisione nell’ultimo passaggio nella trequarti avversaria. Già, proprio quest’ultimo, sembra rappresentare il futuro dei Leoni della Tarenga con l’esterno offensivo classe ‘99 degno erede di questa nobile discendenza. Ala rapida, velocissima nel gioco di gambe, brava in quasi ogni ruolo nel pacchetto avanzato e che, al di là una scarsa propensione al gol, solo due reti in 28 gare stagionali in Belgio, appare una scommessa certa, una stella assoluta nel firmamento senegalese. Un prospetto di sicuro avvenire su cui mettere le mani prima che, il suo attuale valore di 7 milioni di euro, possa lievitare fino a toccare punte dalle altezze siderali.

Hacen la diga di Arafat della Cenerentola Mauritania

Prime libere elezioni nel Paese, governato da oltre 11 anni da Mohamad Ould Abdel Aziz, salito al potere con un colpo di stato nel 2008, e prima storica qualificazione della Mauritania per la Coppa d’Africa. Insomma, un 2019 di prime volte e di esordi importanti. Con Hacen, 21enne centrocampista del Real Valladolid, come luce della compagine nord-occidentale del continente nero. Per una avventura da vivere con spensieratezza e serenità al di là dei valori in campo o dei possibili obiettivi di qualificazione. Insomma, è una festa, un risveglio nazionale con il talento dei Pucela al centro dei meccanismi tattici di squadra e fulcro, pure offensivo, dei suoi. Non a caso il primo gol ogni epoca dei ragazzi di Corentin Martins è arrivato proprio dai piedi del centrocampista classe ‘97 nell’esordio perso per 4-1 col Mali. Un ragazzo, come detto, da attenzionare e da inserire subito nella lista dei desideri di ogni club, specie, quelli di medio-bassa classifica.