Dopo la sconfitta contro l’Empoli in molti in maniera corretta hanno parlato di un Napoli distratto, dimesso, poco concentrato, superficiale e svagato. E, dunque, meritatamente al tappeto contro la formazione di Andreazzoli. Insomma, un Ko inatteso che non costa troppo in ottica campionato ma che comunque tende a ledere l’immagine di una squadra capace, prima della trasferta del ‘Castellani’, di fallire pochi appuntamenti in stagione. Eppure, allargando l’orizzonte, l’annata azzurra non è per niente male, anzi. Al di là della duplice eliminazione in Coppa Italia ed in Champions League, ed uno scudetto, oggettivamente, ai limiti della praticabilità, i campani sono in corsa per l’obiettivo Europa League, hanno un punto in meno rispetto alla prima edizione del Napoli di Sarri 2015/16 ed esprimono un buon calcio. Propositivo, armonico, frizzante, qualitativo con concetti ben precisi che consentono a Milik e soci di calciare con maggiore frequenza verso la porta avversaria. Come, appunto, nessuno in Europa.

Napoli sul tetto d’Europa: per tiri tentati il club campano è una fortezza

Come dicevamo, pur cambiando direzione tecnica, il Napoli non ha smarrito la sua identità, la sua voglia di giocar bene, di imporre calcio e sfruttare i propri avanti. Che, in tre, fra Mertens, Insigne e Milik portano in dote qualcosa come 35 gol e 17 assist in Serie A per un bottino, limitato solo a questi interpreti, di straordinario livello. A cui, ovviamente, si aggiungono le altre firme, ben 22, per un totale di 57 reti a referto. Che però, in relazione alla mole di tiri prodotti, sono ben pochi con un indice di conversione pari ad un gol ogni nove conclusioni e mezzo tentate. Insomma, il problema c’è e pare evidente.

Esiste, difatti, una certa forbice fra quello che si produce (tantissimo) e quello che poi si raccoglie con i partenopei, ad oggi, macchina da tiri tentati, ineguagliata in Europa, con 545 conclusioni globali, 18.2 shoot per match e 225 palloni scoccati nello specchio della porta.

Manchester City e Bayern Monaco sul podio

Sul podio, ma a brevissima distanza dal Napoli capolista, due importantissimi club come Bayern Monaco e Manchester City. In grado, nei rispettivi campionati, di esprimere un gioco molto offensivo, vivace e, a tratti, esteticamente molto apprezzabile. E sì perché anche se i bavaresi non stanno certo vivendo la loro migliore annata, con la cocente eliminazione dalla Champions ed un primato ancora in bilico contro un ottimo Borussia Dortmund, Kovac e compagni riescono sempre ad affidarsi ad un preciso spartito con l’attacco nel sangue poggiando le proprie ambizioni sul sistema e sui top player presenti. Che, in Bundes, calciano 18.1 volte in media per gara, di cui 10.4 dalla 16 metri avversaria, raccogliendo, in valore assoluto, 489 shoot per match. Per una media poco più alta dei Citizens di Guardiola, primo reparto avanzato di Premier a quota 83 centri, ma appena sotto nel numero totale con gli inglesi a sopravanzare tutti, anche il Napoli, con 576 tiri per via del maggior numero di sfide, 32, disputate nel suo campionato.

Hoffenheim e Lione a chiudere, Juventus ad un passo dalla top five

A chiudere, infine, due squadre capaci di farsi apprezzare in giro per l’Europa per la propria voglia di mantenere il controllo delle operazioni e fare della supremazia territoriale una autentica strada per il successo. Due formazioni come Lione e Hoffenheim che, pur non disponendo di grandissimi mezzi economici, come Bayern o Man City, trovano talenti importanti, sistemi di gioco che funzionano e tante, tantissime conclusioni di media: 17.4 per entrambe.

Con i tedeschi, con i vari Belfodil, Kramaric o Joelinton più dei transalpini, maggiormente abili a trovare la via del gol con un indice di conversione di una realizzazione ogni 8 conclusioni a fronte di una rete ogni 10.2 da parte del Lione. Sullo sfondo, ma non troppo, la Juventus di Allegri con una media di 17 tiri a partita. Ovvero: 0.4 in meno rispetto a Lione e Hoffenheim che chiudono questa top five.