Il Chelsea vince, anzi vola. Tre partite, tre vittorie. Maurizio Sarri il nuovo vate in Blues, i londinesi in vetta alla Premier League a punteggio pieno. Tutto bene, anzi benissimo, perché Antonio Conte sembra già un ricordo lontanissimo, un passato remoto benché fino a un mese fa l'ex ct della Nazionale era ancora ufficialmente l'allenatore del Chelsea. Ma c'è anche chi si ricorda benissimo di Conte, David Luiz, il brasiliano al centro della difesa che non sarebbe oggi al Chelsea se ci fosse stato ancora l'ex ct azzurro.

Il ricordo sbiadito di Conte

Conte per tutti gli altri è uno sbiadito ricordo: forza dei risultati e forza anche della memoria debole dei tifosi che da sempre dimenticano in fretta ciò che non piace e si innamorano del presente. Che si chiama Maurizio Sarri, bravo a sbancare l'intera posta anche contro il Newcastle, al di là del successo di misura e alla vittoria arrivata a cavallo di una autorete.

A Londra si sogna già in grande e il meglio deve ancora venire perché i tifosi dei Blues pretendono una stagione alla grande su ogni fronte, senza alcun risparmio. C'è da dimenticare l'ultima annata alla guida di un Antonio Conte che, malgrado fosse riuscito a cucire a doppio filo il feeling con i tifosi, non aveva conquistato la dirigenza, ricevendo il benservito quest'estate, con strascico in tribunale.

Le verità di David Luiz

David Luiz lo aveva già fatto sapere durante il calciomercato e lo ha ribadito chiaro e forte: se oggi è un giocatore dei Blues è esclusivo merito della dirigenza londinese che ha allontanato Conte. "Tutti sanno che qualora fosse rimasto il tecnico precedente sarei andato in un altro club" ha dichiarato il centrale al ‘The Sun' confermando il poco feeling con il tecnico italiano.

Non una questione di nazionalità, ovviamente, perché con Sarri tutto sembra essere perfetto. Luiz è rinato, è al centro del progetto difensivo e soprattutto rende ancora al top: "Adesso sono felice di essere qui. Il Chelsea deve giocare per vincere ogni partita, ma sappiamo che siamo all’inizio di un nuovo ciclo. Serve umiltà e dobbiamo pensare gara dopo gara. Sarri? Il suo staff ho già imparato tante cose nuove e questo è bellissimo”.