Quante possibilità ci sono che Gonzalo Higuain resti al Chelsea? Pochissime, le stesse che ha il suo mentore (e allenatore) Maurizio Sarri. Per i tifosi dei Blues tanto il Pipita quanto il tecnico e l'altro pupillo, Jorginho, sono l'emblema di una stagione deludente. La posizione dell'attaccante argentino è anche più precaria: a Londra c'è arrivato con la formula del prestito perché a Milano avevano deciso di liberarsi di lui e dell'onere di riscattarlo a fine stagione dalla Juventus versando quasi 40 milioni di euro e corrispondendo uno stipendio da oltre 9 milioni. I bianconeri lo hanno ‘parcheggiato' lì in attesa di capire cosa potrà accadere nella prossima estate.

Sul piede di patenza. Il blocco del mercato inflitto agli inglesi per irregolarità nel tesseramento di calciatori minorenni può forse rappresentare l'unica opportunità per l'argentino che al momento non rientra nei piani del club deciso a rinunciare sia alla possibilità di rinnovare il prestito di altri 12 mesi, sia all'opzione di riscatto. Cosa depone a favore della punta sudamericana? La (quasi) certezza che Giroud lascerà il Chelsea e la possibilità tutt'altro che remota che anche Hazard dica addio a Londra per volare al Real Madrid, alla corte di Zidane. Una diaspora del genere potrebbe spingere il club a non privarsi anche del Pipita ma è solo una voce, un'ipotesi rispetto a una situazione in continua evoluzione.

Il rendimento di Gonzalo Higuain al Chelsea (fonte transfermarkt.it)
in foto: Il rendimento di Gonzalo Higuain al Chelsea (fonte transfermarkt.it)

Tre squadre nel giro di sei mesi e un futuro pieno di incognite. Dalla maglia bianconera fino a quella dei londinesi: la ‘transumanza' dell'attaccante è l'emblema della peggiore stagione della sua carriera. Prossima tappa? Il rientro a Torino in virtù del contratto che lo lega alla ‘vecchia signora' fino al 2021. Cosa vuol dire? Che alla Juve conviene liberarsi adesso del giocatore, provando a inserirlo in quale trattativa come contropartita tecnica oppure monetizzando la cessione così da evitare il rischio che la valutazione di mercato crolli ulteriormente.