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Champions League? No, meglio una SuperLega che tuteli i top club

Tutte le principali società d’Europa vogliono un torneo d’elite. Agnelli spinge per uno show ‘american style’ come per l’Nba, altri per formule più soft ma sempre ad inviti, che tutelino i più forti. Fra due anni ci potrebbe essere l’accordo per il via, salutando la ‘Coppa dalle grandi orcchie’
A cura di Alessio Pediglieri
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Nel giorno della Super sfida tra Juventus e Bayern Monaco torna a tenere banco anche l'idea, mai abbandonata dai grandi club, di creare una Super lega europea dove le migliori società, più ricche e vincenti, possano confrontarsi per il piacere dei propri tifosi e degli sponsor. Un torneo che potrebbe (o dovrebbe) prendere il posto dell'attuale Champions League che oramai appare come una Coppa con un ordinamento da archiviare, una formula che non ritrova più l'appeal da parte dei partecipanti e possibili investitori. Così, nel 2018 o si rinnoverà il torneo più importante d'Europa oppure si arriverà al momento dell'addio, archiviandolo e dando spazio a nuove avventure calcistiche.

Le idee sono chiare, la Lega deve essere di qualità, esclusiva, accattivante. Soprattutto per ciò che riguarda l'approvvigionamento di denaro, sponsor e investitori. Tutto ciò che oggi non è più l'attuale Champions League le cui partite non corrispondo ai canoni richiesti, di spettacolo e interesse. Così, se le idee sono molteplici e differenti, la conclusione è condivisa dai presidenti dei grandi club continentali: ritrovarsi e dar vita a qualcosa di nuovo e particolare.

Il primo suggerimento arriva da Andrea Agnelli che non vuole più la Champions ma un super campionato d'elite fatto di spettacolo, divertimento, qualità e soprattutto sia dato in pasto alle tv. Un vero e proprio show simile all’Nba e all’Nfl, a numero chiuso, dove si partecipa grazie a inviti, fatturati astronomici, senza che l’Ue possa più opporsi. Il secondo – proposto da Rummenigge – è un'evoluzione dell'attuale Champions:  32 o 48 club con più partite e milioni per i partecipanti, un accesso più facile e ampio per i grandi, invece di playoff drammatici, meno "piccole" e probabilmente posti fissi per i top club.

L'unico accordo già condiviso è su chi dovrà parteciparvi: Real, Barça, Atletico, Juve, Inter, Milan, United, Liverpool, Arsenal, Chelsea, Psg, Bayern, Porto, forse Ajax Più chi nei vari campionati, di anno in anno, si sia particolarmente distinto (come il Leicester in Premier ad esempio). E anche sul numero si rasenta l'ok: la cifra ideale sarebbe tra 16 e 24 squadre, con un campionato all’italiana e playoff. Si potrebbe propendere per 24 squadre, divise in 2 gironi da 12 (quindi 22 partite di andata e ritorno), con l'eliminazione diretta dagli ottavi (altre 7 partite). In totale, 29 gare e spettacolo garantito.

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