Ancora una volta il futuro del Milan dipende da Yonghong Li, il presidente in carica che dovrebbe lasciare il posto ma che si ostina a non versare i soldi necessari per lasciare libera la società ad altri compratori. Con il mercato asiatico chiuso  – per ragioni di fuso orario – dall'America hanno fatto sapere che non è stata versata alcuna cifra da parte degli imprenditori cinesi, riaprendo il discorso di un futuro sempre più incerto per i rossoneri. La notizia è stata riportata oggi da "Il Sole24"

Entro oggi, infatti, Li avrebbe dovuto pagare  parte del debito, più interessi, e lo stesso presidente rossonero aveva garantito sul fatto, allontanando al momento possibili compratori e confermando il propri impegno economico. A parole. Perché nei fatti, nulla è arrivato al Fondo Elliott che tecnicamente può riscattare il Milan e farne ciò che più desidera.

Ovviamente si lavora con la massima attenzione possibile e si aspetterà la giornata di lunedì per dar modo a Li di riuscire a versare nelle casse americane il dovuto. L'ultima dead line però sarà non più procrastinabile: lunedì, alle 9.01 di mattina il Fondo Elliott potrebbe dar via alle proprie volontà, anche se in giornata arrivassero i milioni dovuti, considerandoli oltre il limite pattuito.

Così, fosse si riaprirebbe il caos attorno al presente e al futuro milanista. A quel punto, mister Li sarebbe fuori da qualsiasi gioco e Elliott deciderebbe autonomamente il destino rossonero. Da dare in mano a Rocco Commisso con cui il Fondo era già in accordi, oppure riaprendo a trattative al momento archiviate come con il Gruppo Ricketts.

Potrebbe rientrare in gioco anche il gruppo Fosun, società già accostata al Milan nel 2016 e interessata ad acquisire la maggioranza del Milan. Su questa linea si starebbe muovendo uno dei procuratori più potenti del calcio, Jorge Mendes che in questi giorni a Madrid per il caso Ronaldo, avrebbe incontrato anche i vertici rossoneri.