Inchiesta su 'ndrangheta e calcioscommesse

Calcioscommesse: insulti, minacce e querele tra Lumezzane e Pro Patria

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Tra le due società impegnate nei play out di Lega Pro è scattata una bagarre in campo e fuori con reciproche accuse di corruzione e coinvolgimento nell’inchiesta ‘Dirty Soccer’. Fino al comunicato ufficiale del Lumezzane che preannuncia denunce per diffamazione.
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Gli animi sono accesi per la posta in palio, la permanenza in Lega Pro, con i play off che sanciranno in 180 minuti il verdetto di una intera stagione. Ma tra Lumezzane e Pro Patria, le due squadre che si stanno giocando la permanenza o la retrocessione, i nervi sono scoperti anche per questioni che vanno al di là della semplice tenzone sportiva e dello spirito agonistico che a volte offusca le menti. Più fuori, che dentro al campo, si sta consumando una diatriba tra giocatori e dirigenti legata all'ultima inchiesta del calcioscommesse, "Dirty Soccer" che ha coinvolto da vicino le società della Lega Pro e dei Dilettanti. Accuse, minacce, insulti. Fino a comunicati ufficiali e querele pronte a essere inviate. In un clima che col calcio ha sempre meno a che fare e lascia il fianco scoperto ad una situazione che oramai è degenerata e alla deriva.

Il comunicato che annuncia querele – Iniziamo dalla fine, dal comunicato della società del Lumezzane che ha voluto rispondere a quanto accaduto attraverso una nota pubblicata sul proprio sito. «Il Sig. Montanari [allenatore della Pro Patria, ndr ] chiede rispetto “ad avversari e classe arbitrale”. Nel contempo dichiara “pulito e onesto il gruppo di giocatori da oltre tre mesi di duro lavoro”, dimenticando forse che il portiere titolare Vincenzo Melillo è stato incarcerato la scorsa settimana, non tre mesi fa. La società del Lumezzane smentisce categoricamente le dichiarazioni del Sig. Montanari e procederà a querelarlo per calunnia nelle sedi opportune. Nessun nostro tesserato si è mai permesso di assumere alcun atteggiamento irriguardoso nei confronti degli avversari e la nostra buona condotta è certificata dalla totale assenza di richiami da parte dei quattro arbitri e degli ispettori federali e di Lega presenti allo stadio Saleri. E' meglio che lasci perdere i giocatori del Lumezzane perché a Busto non abboccheremo alle provocazioni ma risponderemo sempre con il sorriso cosi come abbiamo fatto durante tutta la partita".

La difesa della Pro Patria – Ma cos'è successo? Di tutto, in campo con i giocatori che si sono insultati accusandosi reciprocamente di essere dei ‘venduti' e ‘corrotti' al calcioscommesse e allenatori e dirigenti che hanno rincarato la dose in vista del ritorno. "In campo ho sentito cose che non posso accettare. Lo ribadisco: io e miei giocatori non siamo dei venduti. Capisco che dobbiamo interpretare la parte dei cattivi ma a tutto c’è un limite. Voglio rispetto. Chi è salito sul pullman per venire qui si è fatto il mazzo per quattro mesi. Non siamo dei venduti. I venduti c’erano prima" aveva detto mister Montanari, allenatore della Pro Patria tra i cui giocatori ne sono finiti sotto accusa alcuni.

Le accuse del Lumezzane – Fatto per cui prima del match Renzo Cavagna, il presidente del Lumezzane aveva esordito in tackle: "È una vergogna quello che sta emergendo. Io devo affrontare nei play out una squadra che ha comprato e venduto partite? Assurdo. La Pro Patria ha passato un intero girone da ultima in classifica e verso la fine del campionato ha messo in fila vittorie figlie di partite molto strane e terminate con risultati eclatanti. Ma come è possibile che nessuno si sia accorto di tante stranezze?".

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