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Calcioscommesse, Di Martino amaro: “Le combine ci sono ancora”

Il procuratore Di Martino, prossimo ormai alla pensione, alla vigilia dell’inizio del processo sul Calcioscommesse manda un messaggio ai tifosi: “Non fatevi abbagliare dalla fede per i propri beniamini”
A cura di Marco Beltrami
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Tutto iniziò con Cremonese-Paganese 2-0, un match di Lega Pro, apparentemente come tutti gli altri, che andò in scena il 14 novembre 2010. Una sfida invece che è stata considerata la madre di tutte le partite combinate, quella che ha dato il la all’inchiesta Last Bet che, dal 2011 in poi, ha scoperchiato il Vaso di Pandora del calcioscommesse. Ne è venuto fuori un vero e proprio sistema con tanto di infiltrazioni della criminalità dell’Europa dell’Est che ha portato alle indagini su più di 100 tra calciatori, addetti ai lavori e personaggi che gravitavano intorno al mondo del calcio e ben 50 arresti.

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A tessere le trame dell’accusa per un processo che oggi vivrà della prima udienza, il Procuratore Roberto Di Martino. Quest’ultimo prossimo alla pensione, lascerà l’inchiesta in buone mani, come svelato in una lunga intervista concessa a “La Gazzetta dello Sport”: “Lasciare il lavoro a metà? Le inchieste non sono mai personali. Certo, sul calcio ho speso tante energie e gran parte del tempo lavorativo, ma ora tocca a due giovani pm. E il fattore età è un vantaggio. Seguirò il tutto da spettatore, sperando che ci sia una finale". Non è molto ottimista Di Martino che si augura che la prescrizione non “salvi” numerosi imputati”: “E' possibile soprattutto per chi non è accusato del reato associativo. E siccome hanno patteggiato quasi tutti quelli in questa posizione, gli altri faranno il tifo per tempi dilatati. Questo processo ha bisogno di udienze serrate e ravvicinate, non basta farne una al mese. Solo io ho messo in lista 150 testimoni e vale la pena sentirli. Ma il processo sarà lo stesso utile".

Il calcio non è romantico come una volta

Bisogna prendere atto che il calcio è business e del potere che hanno le scommesse e non solo su uno sport che a suo giudizio ha perso il suo aspetto romantico: "Il calcio è molto autoreferenziale. Una inchiesta di questo tipo ha messo in difficoltà chi racconta ogni giorno un mondo perfetto, dove i giocatori, le squadre e i presidenti sono al di sopra di ogni sospetto. Non è così, purtroppo. Il calcio è diventato una industria di denaro. Le scommesse sono uno strumento facile da manipolare per la criminalità. I tifosi sono rimasti al calcio di una volta, ma di romantico c'è rimasto poco".

Il Calcioscommesse non è finito

E proprio per questo il Procuratore con grande amarezza è convinto che il sistema delle combine sia tutt’altro che finito, anche perché le pene della giustizia sportiva sono state molto leggere: "La criminalità mica ha paura degli arresti. Altrimenti non dovrebbe esserci più la mafia. Le istituzioni sportive? Un po' mi hanno deluso, sono stati molto teneri. E poi ci sono alcuni istituti della giustizia sportiva, tipo l'omessa denuncia, che sono un invito all'omertà".

Su Conte accuse non campate in aria

Una battuta anche sul ricorso della Procura di Brescia sull'assoluzione dell'ex Commissario tecnico Antonio Conte, finito anch'egli nell'inchiesta. Di Martino sulla vicenda relativa all'attuale allenatore del Chelsea è perentorio: "Vuol dire che le accuse non erano campate in aria. Ho girato ai colleghi un memoriale: è in buone mani".

Tifosi abbagliati dalla fede per i propri beniamini

Ecco allora che per Di Martino sarebbe utilissimo per appassionati e tifosi assistere al processo per confrontarsi con un mondo malato, e vedere in altra luce i propri beniamini: “Sarebbe istruttivo ascoltare i silenzi, le amnesie, le giustificazioni fantasiose, i non ricordo e le varie scuse che di volta in volta i calciatori daranno nel dibattimento. Soprattutto per i tifosi, troppo spesso abbagliati da una fede e sempre pronti a difendere i loro beniamini anche quando le attività investigative dicono altro. Nonostante le confessioni, nonostante sia stato ampiamente dimostrato l’alterazione di numerose partite in tutte le Serie, sono in tanti a vivere con fastidio l'inchiesta che ha scoperchiato un mondo di malaffare e corruzioni".

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