Le trattative di calciomercato dell'Inter sono ferme al palo. I nerazzurri stanno perdendo Lukaku, nel giro della Juventus che ha già offerto (ricevendo il sì) Paulo Dybala che nelle prossime ore deciderà se spostarsi in Premier League e giocare con la casacca rossa dei diavoli di Manchester. Un colo basso per Antonio Conte e Beppe Marotta superati in extremis dalla loro ex società quando era risaputo che sul belga Suning stava lavorando da tempo.

Il problema è la disponibilità economica differente tra le due società, con i bianconeri che possono permettersi un parco giocatori importante e una liquidità immediata, i nerazzurri sono appena usciti dal giogo del Fair Play e devono sempre verificare mille aspetti prima di esporsi economicamente. Così, in vista di entrate e investimenti l'attenzione è filtrata dalle cessioni, che rappresentano la vera spina nel fianco di Conte.

La poca diplomazia di Conte

L'Inter è in mezzo al guado del calciomercato estivo. E' ostaggio di Icardi – su cui ci si è esposti a tal punto che è impensabile un ripensamento – ma anche dei vari Nainggolan, Perisic e Politano tutti giocatori bocciati ufficialmente da Conte che ha peccato in pragmatismo, creando difficoltà ad Ausilio e Marotta. Con i giocatori fuori dal progetto nessuno ha intenzione di accelerare i tempi per un eventuale acquisto, attendendo gli ultimi istanti di mercato e l'abbattimento dei prezzi.

Prima vendere per poi acquistare

Ciò però, inguaia anche il fronte acquisti. Senza i soldi delle cessioni non si può provvedere a nuove entrate e per quelle dichiarate (Lukaku, Cavani, Dzeko) si è obbligati comunque a lavorare di cesello per limare verso il basso i prezzi. Uno stagno in cui si è agitato lo stesso Conte, mettendo pressione a Suning, ma di fatto costringendo il club a giocare in difensiva, partendo sempre in svantaggio nelle trattative.

Confusione totale tra Lukaku, Cavani e Dzeko

Su Lukaku, il muro United ha dilatato i tempi e quando l'offerta Inter è risultata vicina alle richieste del Manchester, l'inserimento della Juventus ha sbaragliato i conti, riportando i nerazzurri in fondo. Obbligando l'Inter a esporsi su Cavani, sul quale il PSG parte con il potere in mano decidendo cartellino e tempistiche. Lo stesso vale per Dzeko, con la Roma che vuole cedere il bosniaco ma che – male che vada – lo avrà ai blocchi di partenza. Dunque, anche in questo caso, l'Inter è in difetto: non a caso, sta alzando la posta e non a caso adesso la Roma ha infilato il nome di Icardi nella trattativa.

Il ‘tappo' Icardi e il blocco delle punte

Proprio Icardi è il nodo sul quale si è arrotolata la matassa nerazzurra: sembrava dovesse essere ceduto in tempi brevi. Lo strappo non è mai stato ricucito, l'arrivo di Conte aveva inserito come condizione primaria la vendita dell'argentino nell'immediato per poi lavorare sul mercato e invece Icardi sta facendo da tappo. Nessuno arriva, nessuno si propone per acquistarlo, nessuno crede che restando possa rientrare in rosa. Anche l'ipotesi Boca Juniors appare più come un tentativo disperato di creare movimento attorno alla punta.

Tra le spine in rosa, anche Gabigol

Così, ad oggi la situazione è già compromessa. Le altre stanno operando sul mercato – chi bene o chi male lo dirà poi il campo – e stanno almeno provando a ricostruire un progetto tecnico differente, secondo i piani. Il mercato dell'Inter non c'è. E' arrivato Godin, poi Sensi e Barella ma rischia di perdere Icardi, Nainggolan, Perisic e Politano con un evidente gap tecnico-qualitativo tra arrivi e partenze. Senza dimenticare la ‘grana' Gabriel Barbosa che nemmeno il Flamengo vuole riscattare, ritornando a carico dell'Inter. La pista russa con la Dinamo Mosca (con offerta a 18 milioni) è solo sulla carta, di concreto c'è che anche il Brasiliano rappresenta un problema che pesa sul presente di Antonio Conte.