Gonzalo Higuain a Londra si è portato con sè qualche problema di troppo. Al di là del rendimento in campo, al di là delle facili critiche dei tifosi sulla sua condizione fisica e in attesa di capire se avrà avuto ragione Sarri a trascinarlo al Chelsea, il Pipita resta al centro di una discussione di mercato che coinvolge da vicino anche la Juventus. Il club bianconero infatti, ne detiene ancora il cartellino e a fine stagione si dovrà capire se il Chelsea eserciterà il diritto di riscatto o se lo stesso sarà divenuto – per gli accordi contrattuali – un obbligo.

L'accordo trovato tra il club bianconero e il Chelsea parla attualmente della facoltà dei Blues di rinnovare il prestito del Pipita per un'altra stagione pagando altri 18 milioni di euro oppure di passare al riscatto per 36 milioni. complessivi. Un diritto che diventerebbe obbligo a fronte di determinati obiettivi da raggiungere, a livello personale e soprattutto di squadra.

La situazione contrattuale di Higuain

Ad oggi, il futuro di Higuain è totalmente avvolto nel mistero. A Torino non c'è speranza di rientro, il nuovo corso tecnico bianconero gli ha precluso da subito qualsiasi velleità nel poter rivestire i colori della Juventus. A Londra, i problemi non mancano e al momento è quasi scontato che non si passi né al rinnovo del prestito né al riscatto.

Perché la Juventus deve accettare le richieste del Chelsea

Così sono iniziati i primi approcci timidi tra i due club: il Chelsea sta tentando la Juventus a cedere Higuain lavorando ad un ribasso sul prezzo di base. Non 36 milioni ma al massimo 30, possibilmente qualcosa in meno. Per la Juventus un dilemma da risolvere il prima possibile e la sensazione di essere ad un bivio: o accettare da subito, e vedere Higuain come un investimento fallimentare (con relativa  minusvalenza) o tenere la testa alta e non abbassare ulteriormente la cifra per la cessione. Ma a quel punto, ci potrebbe anche essere un effetto boomerang estivo: Higuain ritornerebbe alla base, non gradito e da piazzare. E a quel punto i 36 milioni sarebbero troppi per tutti, forse anche 30.