Dopo otto lunghi anni di resistenza, anche il ‘gigante buono' si è arreso: questa mattina alla residenza il Parco dover era ricoverato da anni, Giancarlo Galdiolo, indimenticato campione della Fiorentina, residente a Castrocaro dopo il ritiro dell’attività agonistica. A dare l’annuncio è stato il figlio primogenito Alessandro che ha affidato ai social l’ultimo saluto al papà, affetto da una rara e inesorabile forma di demenza fronto temporale.

Galdiolo era affetto da una forma di demenza frontale temporale come denunciarono nel 2010 lo stesso figlio Alessandro e sua sorella Eleonora, invocando un aiuto del mondo dello sport per sostenere la ricerca sulla malattia e sulla Sla. Era nato a Villafranca Padovana il 4 novembre 1948 e da calciatore Galdiolo aveva militato in serie A dal 1970 al 1980 nella Viola.

Una parentesi importante e felice per il difensore che con i colori gigliati vinse una coppa Italia nel 1975. Poi si trasferì in Liguria nella Sampdoria tra il 1980 e il 1982. Un roccioso stopper che fece in tempo ad esordire anche in Nazionale con l’Under 23. Concluse la carriera, in provincia, nel Forlì prima di intraprendere la carriera di allenatore, che lo vide in panchina a Rimini, all’ombra di Saffi e nella ‘sua’ Castrocaro.

Il cordoglio del calcio. A dare la notizia della scomparsa dello stopper che venne soprannominato – e da tutti ricordato – come il ‘gigante buono' è stato il figlio Alessandro, su Facebook: ‘Dopo una lunga malattia durata più di 8 anni ci lascia un altro grande campione! Fai buon viaggio papà'. Galdiolo era affetto da una forma di demenza irreversibile contro cui aveva combattuto inesorabilmente per otto lunghi anni. Tutto il mondo del calcio, oltre a Sampdoria, Forlì e Fiorentina lo ha ricordato via social.