Gli Stati Uniti festeggiano per la vittoria del Mondiale femminile giocato in Canada
in foto: Gli Stati Uniti festeggiano per la vittoria del Mondiale femminile giocato in Canada

Tre, come i titoli Mondiali conquistati dagli Stati Uniti (1991, 1999, 2015) che vanno ad aggiungersi ai 4 ori olimpici (1996, 2004, 2008, 2012) in bacheca. Tre, come i gol che Carli Lloyd (una sorta di Cristiano Ronaldo o Lionel Messi del calcio femminile) ha realizzato nel primo tempo mandando ko il Giappone in un quarto d'ora e cancellato la sconfitta subita a rigori nel 2011 proprio contro le avversarie del Sol Levante. Fantastica la prima rete: una palombella tanto magica quanto fatale scagliata da 50 yards (circa 46 metri) che ha indirizzato la partita. A Vancouver (in Canada) è lei, assieme a Hope Solo, l'icona del trionfo a stelle e strisce che ha smosso perfino il Presidente Barack Obama: in un tweet ha elogiato la nazionale per il trionfo, invitando le calciatrici e lo staff tecnico alla Casa Bianca per una cerimonia speciale, e s'è congratulato con il bomber 32enne che indossa la maglia numero dieci.

Un numero importante che la centrocampista dello Houston Dash ha onorato alla sua maniera: sei volte a bersaglio nel corso del Torneo, assist e numeri da manuale le sono valsi il Golden Ball Fifa del Mondiale 2015, il Pallone d'Oro quale migliore calciatrice del Mondiale. Accanto a lei, insignita del Guanto d'oro quale migliore portiere, c'è Hope Solo, altra icona dell'american soccer in rosa. La partita? E' stata un monologo, conclusa 5-2 per gli Stati Uniti a testimonianza dello strapotere espresso nel corso della Coppa. C'è un dato, in particolare, che fotografa alla perfezione la potenza della squadra americana che è stata capace di subire gol per 513 minuti. Solo l'Australia, nella prima metà della gara inaugurale della fase a gironi, era riuscita a segnare contro gli americani.

U.S.A

A post shared by Beyoncé (@beyonce) on