Il portiere della Juventus, nel concitato dopo partita contro il Real Madrid al Bernabeu trova anche lo spazio di parlare del suo addio. Il ritorno dei quarti in Champions che è costato l'eliminazione dei bianconeri è di fatto l'ultimo atto internazionale di Gigi Buffon che ha deciso da tempo di chiudere a fine stagione.

Al di là delle recriminazioni contro Oliver per il rigore determinante dato al 93′ e per la conseguente espulsione, il pensiero va anche al proprio ritiro, ammettendo che il dolore più grande alla fine sarà proprio staccarsi dai suoi compagni di squadra:

Quanto sei orgoglioso di essere il capitano di questa Juve? Da morire, da morire… Il dispiacere più grande di smettere di giocare è di lasciare questi ragazzi però la vita va avanti. Spero di aver trasmesso qualcosa e che ne facciano tesoro

Così Buffon si congeda dal calcio giocato, dal palcoscenico internazionale in cui avrebbe desiderato un finale ovviamente differente dall'attuale. Al netto delle polemiche e delle recriminazioni, Real Madrid-Juventus al Bernabeu è stato l'ultimo atto perfetto, il palcoscenico ideale per salutare tutti e venire salutato dal mondo del calcio.

Se da ragazzino mi avessero detto che avrei concluso la mia carriera internazionale giocando contro il Real Madrid ci avrei fatto subito la firma

Buffon ha preferito parlare dell'argomento davanti ai microfoni della televisione sociale, Jtv, dove ha aperto la propria parentesi personale in una delle serate più amare della sua lunga prestigiosa carriera calcistica.  Con la voce rotta dall'emozione il capitano della Juventus ha fatto intendere che  il match al Bernabeu in Champions League si è trattato dell'ultima partita a livello internazionale della sua carriera.

Forse ci sarà spazio per eventuali ripensamenti, ma queste frasi hanno un significato ben preciso ed è difficile che si ritorni sui propri passi. In Nazionale l'ha fatto per evitare l'addio nel ricordo dell'eliminazione al Mondiale. In bianconero non ci saranno ulteriori appelli. Dopo la rabbia verso l'esito della partita, c'è stato quindi spazio per l'orgoglio e per la speranza di aver lasciato qualcosa ai suoi compagni.