I tifosi del Brescia prendono le distanze da Mario Balotelli. Non è uno scherzo. Tutto vero. È quanto c'è scritto nel comunicato che gli ultrà hanno diffuso per denunciare il clima di ‘caccia alle streghe' che sarebbe stato scatenato dai media per colpire ancora una volta e ‘giustiziare' il mondo dei sostenitori organizzati. Nella nota non viene risparmiato nemmeno l'attaccante delle ‘rondinelle', definito arrogante e soprattutto controverso a causa di atteggiamenti discutibili di cui s'è reso protagonista anche di recente. Non la pallonata scagliata verso il settore dello stadio Bentegodi che lo insultava ma il dito medio mostrato ai supporter dell'Inter oppure il calcio alla macchina del fotografo sistemato a bordo campo.

Il comunicato: No alla criminalizzazione degli ultras

Le dichiarazioni personali di uno dei leader della Curva veronese non possono giustificare la caccia alle streghe scatenata da media e istituzioni nell’ennesimo tentativo di criminalizzare e infine giustiziare l’intero mondo Ultras – si legge in uno stralcio del comunicato dei tifosi bresciani -. Questo non significa che certi cori siano legittimi e accettabili ma nemmeno che i tifosi gialloblù siano tutti razzisti e che la Curva del Verona sia una sorta di covo del KKK. Le tifoserie non possono essere considerate razziste ma il razzismo esiste ed è spesso utilizzato per creare un nuovo allarmismo fra l’opinione pubblica. Questo linguaggio non convenzionale è utilizzato sempre più spesso da personaggi pubblici e politici, ai quali naturalmente nessuno penserebbe mai di applicare il codice etico».

La stoccata a Balotelli: Arrogante, non sa cosa sia la maglia sudata

La nota degli ultrà arriva a pochi giorni dal provvedimento di sospensione preso dall'Hellas Verona nei confronti di Luca Castellini (bandito fino al 2030), il capo ultrà della Curva scaligera finito nell'occhio del ciclone per le frasi su Balotelli ("non sarà mai del tutto italiano") e per aver definito "goliardata" riferimenti alla simbologia nazifascista oppure i cori razzisti contro i calciatori di colore.

Siamo estremamente convinti – si legge ancora, citando episodi contestati allo stesso accattante – che Balotelli sia a tutti gli effetti italiano ma l’arroganza che sembra trasparire di continuo dalla sua persona non è giustificabile. Le celebri Balotellate sono ormai storia nota e conclamata. Ciò che più conta sono lo spirito di sacrificio, la passione, il rispetto, le motivazioni e la maglia sudata, concetti che al momento parrebbero a lui sconosciuti.