Non c'è pace in casa Inter sul fronte Icardi. L'ultimo faccia a faccia tra entourage del giocatore e dirigenza nerazzurra ha confermato la volontà di entrambe le parti di non voler muoversi dalle rispettive posizioni. Da un lato il club che – da quando ha tolto la fascia di capitano all'argentino – ha in pratica considerato un esubero Icardi, con l'obiettivo di cederlo; dall'altro il giocatore che – malgrado le frizioni con compagni e società – ha deciso di restare, forte di un contratto ancora in essere.

La linea dura del presidente Zhang

Il presidente Zhang ha escluso categoricamente qualsiasi riavvicinamento: Icardi è fuori dal progetto tecnico e per Antonio Conte non fa più parte della rosa. Con il Lecce è finito in tribuna, destinazione che sembra essere la sola e la ovvia per l'intera stagione 2019/2020. Eppure, l'argentino non demorde: ha rifiutato la Roma, il Napoli e adesso sembra non più interessato a dare disponibilità anche alla Juventus. Apparentemente un suicidio professionale perché Icardi dovrà attendere almeno la fine dell'anno per provare a liberarsi a parametro zero sfruttando l'eventuale articolo 15 della FIFA.

Le motivazioni di Maurito: restare per amore

Un anno fermo significherebbe un crollo calcistico da parte dell'argentino che non scenderebbe mai in campo e rischierebbe di non trovare più così tanti estimatori (e a certe cifre) fra 12 mesi di inattività. Eppure, proprio perchè rimanere all'Inter come esubero e fuori rosa non sembra avere un senso logico, probabilmente la strategia dell'entourage di Icardi punta ad altro. Sia Maurito che la moglie-procuratrice Wanda Nara hanno sempre sostenuto la causa Inter mettendola sul piano dell'affetto: non si lascia una società in cui il giocatore è maturato, ha un contratto, è legato da sentimenti reali, ha costruito il suo profilo professionale e personale. Ma carte alla mano, la situazione è ben più complessa e potrebbe celare anche risvolti legali su cui si sta lavorando.

Il bivio di Icardi: o pretendere il reintegro o la rescissione del contratto

Mauro Icardi potrebbe attraverso un legale chiedere il reintegro in rosa (ed essere convocato) forzando la mano alla dirigenza e ad Antonio Conte. E' un suo diritto, non accettarlo potrebbe aprire una causa per vessazione sul posto di lavoro, mobbing. La seconda via porterebbe invece la richiesta della rescissione del contratto che scade a giugno 2021. Di fronte all'esclusione evidente da parte della società, Icardi si potrebbe appellare alla Fifa.

La certezza dell'Inter: tutto secondo norma

L'Inter ritiene di essersi comportata nel rispetto del regolamento convocando il giocatore per il ritiro, come impone l’articolo 7 del contratto collettivo dei calciatori, e poi lo ha fatto allenare con il gruppo. L’esclusione dalle sedute e le mancate convocazioni rientrerebbero nelle facoltà legittime dell’allenatore, al di là di ogni altro contenzioso.