Bonucci, Playboy e l’ansia da prestazione (della Juve) che non c’è più
Momento magico per Leonardo Bonucci. Il difensore è tornato sui suoi standard come tutta la Juventus, dopo un avvio di stagione complicato. Premiato come miglior difensore della scorsa annata, in occasione dell’assegnazione degli Oscar del calcio, il centrale in una lunga intervista a Playboy ha provato a spiegare la metamorfosi della Juventus. Ad inizio campionato ha inciso e non poco l’ansia da prestazione per i risultati deludenti dopo un notevole rinnovamento della squadra: “La società ha attuato una politica di ringiovanimento giusta da un certo punto di vista però ha fatto perdere quelle che erano le sicurezze della Juve degli anni passati. Un gruppo forte che aveva le sue certezze dentro e fuori dal campo. Quando cambi così tanto è sempre rischioso”.
Ottimi i rapporti tra l’ex Bari e Massimiliano Allegri, che però a suo giudizio dovrebbe usare di più il bastone oltre alla carota: “Con lui ho un rapporto sincero, molto schietto, di rispetto reciproco. Io credo che mister Allegri sia una persona molto intelligente e conosca la medicina giusta per la Juve. Poi nel calcio se vinci sei osannato e quando perdi sacrificato. Ma con il lavoro, quando fai tutto al 100%, poi i risultati arrivano. E per noi è proprio vero: l’unica cosa che conta è vincere. Il pregio di Allegri è l’intelligenza anche se a volte deve usare meno la carota e più il bastone”.
Un tecnico molto diverso rispetto ad Antonio Conte, che dopo aver cambiato la Juve, ha cambiato anche l’Italia: “I suoi metodi all’inizio sono stati forti da assorbire perché è uno che non molla un centimetro neppure in allenamento. Forse a noi ha fatto bene perché arrivavamo da un momento nero di questa maglia e quindi è stata una manna dal cielo.Siamo stati davvero dei soldati perché vedevamo che quello che provavamo poi ci riusciva e lavorare così tanto ci faceva stare bene. E lo ha dimostrato il campo, soprattutto in Italia. Conte è l’uomo giusto anche per quanto riguarda la Nazionale visto che ci sta dando un’identità. Ci sta dando un gioco e da ognuno di noi tira fuori delle motivazioni”.
In chiusura una battuta sulla vita privata: "Sono nato juventino ed è tutto dire. La famiglia è il punto principale della mia vita. Vorrei godermi di più i miei figli perché costruire una famiglia è la cosa più bella che c’è".
