"È la mia squadra del cuore se segno non esulto: ho troppo rispetto per quei colori". Kevin Prince Boateng non vorrebbe mai fare del male al Milan ma domani sera si troverà di fronte alla sua ex squadra e se ne avrà l'occasione farà del male ai rossoneri. Il nuovo calciatore del Sassuolo conosce benissimo la realtà di Milanello, dove ha vissuto forse gli anni migliori della sua carriera, ma domani sera al Mapei Stadium non potrà tirarsi indietro. Il Milan di Gattuso dopo il deludente pareggio di Empoli e il conseguente confronto a Milanello tra la dirigenza al completo e la squadra sta cercando di preparare al meglio la delicata trasferta sul campo del Sassuolo, che ha iniziato benissimo la stagione, ma sa che non sarà facile. Boateng, in un'intervista a Sport Week, ha parlato del suo approdo alla squadra neroverde e di come Roberto De Zerbi sia stato fondamentale per la sua scelta:

Lui non me l'ha chiesto, mi ha ordinato di venire. Volevo tornare in Italia e stare vicino a Milano, dove andrò a vivere con mia moglie Melissa Satta e mio figlio Maddox quando avrò smesso di giocare. Non sono rinato perché non ero mai morto. Cosa vuol dire passare dagli ottantamila di San Siro ai diecimila di Reggio Emilia? Che, se gioco male, ho meno gente intorno che fischia.

Infine Kevin Prince Boateng ha ricordato dei primi anni da calciatore e quali sono i suoi progetti per il futuro:

I primi soldi che ho guadagnato mi hanno fatto sbandare e finire fuori strada, per questo quando chiuderò col calcio giocato voglio dedicarmi ai giocatori a inizio carriera, per aiutarli a non ripetere i miei errori. So di essere un personaggio, al cento per cento. E mi piace.

Cinque presenze in campionato e già tre reti segnate: il Sassuolo è sorprendentemente terzo in classifica, dopo le prime sei giornate di Serie A e forse la mano del Boa c'è.