Berahino, il calciatore che minaccia lo sciopero. “Trattato come un pezzo di carne”

"Lo hanno trattato come un pezzo di carne". Le parole di Tony Pulis, manager del West Bromwich Albion, descrivono la rabbia di Saido Berahino, il calciatore che minaccia lo sciopero per la mancata cessione al Tottenham a margine dell'ultima sessione di mercato (in Inghilterra, rispetto all'Italia, s'è chiusa martedì). Ce n'è abbastanza per agitare il mare placido della Premier, acque tranquille che la ‘bonaccia' dei diritti tv impone. Ma cosa è successo di così grave da scatenare la reazione del giocatore? Un caso scoppiato nel solco della delusione per gli affari mancati (emblematici gli episodi di Soriano e di De Gea, i cui passaggi rispettivamente dalla Sampdoria al Napoli e dal Manchester United al Real Madrid sono sfumati allo scadere) imputabili esclusivamente a meri errori delle società. Rispetto a questi, però, c'è una differenza sostanziale: il mancato passaggio dell'attaccante classe 1993 dal West Bromwich al Tottenham è stata una chiara scelta della dirigenza dei ‘Baggies'.
Una decisione che ha fatto letteralmente infuriare il calciatore, che su Twitter si è sfogato duramente. "Triste che non possa spiegare esattamente come mi abbia trattato il club, ma posso dire ufficialmente che non giocherò più per Jeremy Peace", ovvero il presidente del West Bromwich. Il numero uno del club delle Midlands Occidentali si è infatti opposto alla sua cessione agli Spurs, accusandolo anche di aver "destabilizzato" il calciatore, che ora è in piena rivolta contro la sua società. Secondo il Daily Telegraph, l'ultima offerta rifiutata sarebbe stata di ben 23 milioni di sterline. Ed adesso, Berahino minaccia di scioperare. Gordon Taylor, presidente dell'Assocalciatori inglese sta provando a mediare, ma per adesso non si vedono spiragli. Il West Bromwich ha anche multato per 25mila sterline lo stesso Berahino, colpevole di aver rilasciato dichiarazioni polemiche sui social network. L'unico che per ora ha preso le difese del calciatore è il tecnico Tony Pulis, che non ha usato mezzi termini sulla vicenda, affermando che il giocatore è stato trattato in tutta questa vicenda "come un pezzo di carne".