Una finale assaporata uscendo dal Camp Nou per un 3-0 forse ingiusto nei confronti del Liverpool ma comunque una ‘sentenza' sul campo della determinazione del Barcellona. Poi, il dramma sportivo ad occhi aperti ad Anfield, con il 4-0 dei reds che ribaltano tutto e tutti e vanno loro a Madrid a giocarsi la Champions League. E' il film di Barcellona-Liverpool la prima semifinale in programma, che ha visto tra i protagonisti (perdenti) anche un ex d'eccezione Luis Suarez.

Il ‘pistolero', determinante all'andata quanto insufficiente al ritorno ha vissuto la gara dai due volti, salendo prima in Paradiso per poi sprofondare all'Inferno in un salto mortale senza paracadute e per questo ancor più clamoroso. Chi pensava ad un finale di questo genere poteva solamente essere o un visionario o un tifoso della prima ora dei reds.

L'orgoglio del Liverpool

Fatto sta che il Liverpool è riuscito laddove nessuno credeva potesse arrivare. Klopp si presentava alla sfida più importante dell'anno senza due giocatori fondamentali per le proprie fortune, Salah e Firmino e con 90 minuti di Premier League ad altissima tensione nel testa a testa per il titolo con il Manchester City. Ma il cuore, la determinazione, il pubblico, hanno fatto la differenza. Insieme al Barcellona e ai suoi errori.

Gli errori del Barcellona

Determinante, la dormita generale in occasione del 4° e decisivo gol, sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto sorprendendo la retroguardia catalana ancora intenta a darsi indicazioni su chi marcare e come. Una topica d'altri tempi che ha permesso agli inglesi di raccogliere un risultato e una qualificazione più che meritata. Perché se a Barcellona il 3-0 subito era stato a detta di tutti un verdetto troppo pesante, a Liverpool il 4-0 è stato meritato dal primo all'ultimo gol.

L'amara autocritica di Suarez

Abbiamo subito un gol, il quarto, che nemmeno i ragazzini del settore giovanile si fanno fare

A confermarlo anche Luis Suarez, mestamente umiliato in quello che fu anche il suo stadio, in una notte che ha già fatto epoca e che avrà ovvie ripercussioni (non solo psicologiche) nel club catalano: " Il Liverpool ci ha creduto fino all'ultimo, dopo essere andati in vantaggio hanno continuato a pensare solo a quello, e alla fine ce ne hanno fatti altri due in 30 secondi, il tutto grazie ai nostri errori. Come potremmo non fare autocritica?".

Nessuna scusante

Tempo, dunque, di riflessioni in casa Barça. Non basta aver dominato una Liga, non serve ricordare il percorso in crescendo in Champions League. Il campo ha detto che questa squadra ha fallito un'altra occasione per giocarsi la Coppa, forse la più ghiotta e scontata. Suarez lo sa e come lui, lo sanno tutti, senza scuse o pretesti: " Il pubblico ha avuto un ruolo fondamentale? Sì, ma non sono certo i tifosi a fare o prendere gol"