Ancora non convince la Juve che si avvicina alla prima di campionato con i lavori in corso tutt'altro che terminati. L'Atletico Madrid buca due volte con Joao Felix, gioiellino da 165 milioni, e vince 2-1. La Juventus lascia intravedere buone cose in fase di costruzione, brillano Douglas Costa e Rabiot, Khedira firma un pareggio che illude per poco ma alla Friends Arena di Stoccolma la squadra di Sarri incassa la terza sconfitta contro una spagnola nella International Champions Cup negli ultimi tre anni. Convincono poco i movimenti difensivi, rimandato a settembre De Ligt.

Cosa funziona

Incoraggiante Douglas Costa, al centro delle azioni d'attacco, dinamico e ben inquadrato nei meccanismi offensivi, con le spalle coperte da un Rabiot in crescita costante e in appoggio su quel lato. Generoso, anche se non troppo lucido sotto porta, Higuain.

Nel complesso, è una Juve che migliora nella gestione del pallone almeno fino agli ultimi 18-20 metri, poi manca ancora un po' di quella fluidità che nasce dalla presenza di automatismi interiorizzati per poter far correre il pallone di prima.

Cosa migliorare

Nel work in progress della Juve si chiarisce ancora una volta che al centro dell'attacco qualcosa ancora manca. Higuain ci ha provato con la fretta di chi desidera sbloccarsi, di chi sente di avere poche occasioni per convincere e regalarsi un'altra chance. Dybala ha aperto spazi da "falso nove", e partecipato alla più bella azione palla al piede della squadra, ma non è bastato.

Nella fase di rifinitura, CR7 parte ancora un po' largo, e non incide come potrebbe. La strozzatura che i bianconeri incontrano prima di arrivare al tiro aumenta le possibilità di esporsi al contropiede di una squadra come l'Atletico che porta tanti uomini nella zona della palla e ribalta il gioco in campo aperto in pochi tocchi. Quando salta la protezione di Pjanic da parte delle mezzali, la Juve si scopre.

In difesa i movimenti non ancora si integrano bene. De Ligt, abituato a difendere in avanti, sull'uno contro uno, deve ora muoversi più di reparto, di posizione, e non sempre gli riesce (come si vede chiaramente in occasione del secondo gol dell'Atletico): De Sciglio avrebbe potuto dargli un maggiore supporto stringendo la posizione in alcune situazioni.

Le formazioni

Simeone ha scelto il tandem d'attacco con l'ex Morata e Lemar con Joao Felix, vecchio obiettivo dei bianconeri, esterno nel suo mobile 4-4-2. Sarri tiene in panchina Dybala e Mandzukic, prova Higuain davanti con Cristiano Ronaldo e Douglas Costa larghi. Titolari in mezzo de Ligt e Rabiot.

All'inizio aggressivo degli spagnoli, si contrappone una Juve che ripiega senza palla, che non va a pressare alto con Higuain contro i due centrali difensivi dei Colchoneros. In compenso, i due terzini De Sciglio e Alex Sandro stanno alti, con l'obiettivo di disequilibrare le coperture preventive della squadra di Simeone, veloce a scivolare e restringersi nella zona della palla pur senza accoppiamenti a uomo. L'Atletico privilegia la fluidità nell'occupazione degli spazi alla fissità dei ruoli.

I bianconeri, in maglia blu, possono teoricamente contare su una situazione di tre contro due nella zona centrale del centrocampo. Cristiano Ronaldo illumina la scena con un controllo di tacco nella sua metà campo, la Juve dimostra di aver lavorato anche sugli schemi da calci piazzati: di Chiellini la prima occasione (11′) proprio da corner, Oblak però reagisce di riflesso al suo sinistro a incrociare dall'interno dell'area.

Douglas Costa tra i migliori

Funziona la manovra della Juve sulla catena di destra, con un Douglas Costa evidentemente motivato ad aumentare i dubbi di Sarri nella concorrenza interna con Bernardeschi per il posto di ala destra. E' evidente come la squadra di Sarri stia costruendo un'identità e si stia concentrando sul percorso più che sui risultati in queste amichevoli: i sei gol fatti e sette subiti nelle precedenti partite della International Champions Cup misurano i chiaroscuri inevitabili in ogni fase di passaggio, i rischi e le opportunità che sempre convivono nelle transizioni.

La Juve cresce in scioltezza nello sviluppo della manovra, pur nel contesto di una partita dai ritmi svelti ma non proprio frenetici. Guadagna sette corner nei primi venti minuti, anche se i movimenti coreografati di frequente non producono risultati. Rispetto alle precedenti uscite nella ICC, la squadra di Sarri mantiene più equilibrio nelle transizioni negative, ma in qualche caso continua a scoprirsi vulnerabile tra le linee: al 22′ Alex Sandro, con una notevole diagonale, si sostituisce a Szczesny e respinge sul destro di Koke.

Joao Felix timbra due volte, Khedira illude la Juve

E' un allarme, che la Juve non coglie. Quando i bianconeri si abbassano troppo, l'Atletico azzanna. E al 24′ colpisce: cross da destra, contro-movimento di Joao Felix che taglia in area, viene incontro al pallone senza che De Sciglio esca a chiudere, e firma il suo secondo gol nella manifestazione. Le squadre si allungano. Morata va in contro-fuga su una palla recuperata da un calcio da fermo dei bianconeri, ma Chiellini respinge. Poi sul ribaltamento di fronte Ronaldo si mette in proprio ma non trova la porta.

La fortuna aiuta la Juve alle soglie della mezz'ora, un rimpallo su Pjanic (dopo un tiro respinto di Rabiot) consente a Khedira di incrociare da fuori e pareggiare. Ma l'effetto dura poco. Lemar traccia un arco che scavalca Chiellini, de Ligt non è così rapido a coprirgli le spalle, nello spazio largo aperto tra i due sbuca Joao Felix, felice di nome e di fatto, che raddoppia.

Tanti cambi nella ripresa, debutta Danilo

Sarri vuole testare anche la condizione dei suoi, e all'intervallo cambia solo Chiellini con Bonucci. Il palo di Douglas Costa scuote la Juve in avvio di ripresa. Il brasiliano al 50′ scambia con Higuain che però incrocia a lato. L'argentino, con un misto di motivazione e ansia da prestazione, vanifica cinque minuti dopo un cross di De Sciglio con un destro strozzato dalla deviazione di Savic. Allo scoccare della prima ora di gioco, Simeone cambia mezza squadra. La Juve approfitta nei primi minuti delle necessità di adattamento degli avversari ma dal limite Rabiot, con un sinistro preparato con rapidità e decontrazione non usuali in un tiro da fermo, vede l'ambizione di pareggio frustrata dal palo.

La Friends Arena concede un'ovazione a Buffon, che entra  per Szczesny al 55′: dentro anche , Matuidi, Bentancur, Dybala, Bernardeschi e Cuadrado per0 Higuain, Douglas Costa, Alex Sandro, Pjanic e Khedira. Bonucci va a giocare in difesa sul centro-sinistra con De Ligt sul centro-destra, Cuadrado occupa la posizione di terzino sinistro con Bentancur da play basso nella posizione di Pjanic; Dybala si muove da attaccante di movimento in un tridente dinamico con Bernardeschi e CR7.

C'è spazio anche per l'esordio di Danilo, che gioca il finale di partita a sinistra, ruolo già occupato a Manchester e Madrid, con Cuadrado a destra. Una buona intuizione di Dybala da fuori (Oblak para) motiva la Juve che costruisce all'80' un gran contropiede in verticale chiuso col tiro respinto del colombiano. In mezzo la gran paura per l'inserimento di Correa che esacerba gli impacci difensivi, individuali e di reparto, dei bianconeri.