Argentina, Maradona: “state tranquilli non sono gay”

L' Argentina continua a confermare le aspettative e dopo il secco 4 a 1 rifilato alla Corea, si conferma di diritto come candidata regina alla vittoria mondiale. Una prestazione maiuscola quella dell'albiceleste che più di tutti ha convinto sopratutto il suo Commissario Tecnico Diego Armando Maradona. Presentatosi in conferenza stampa il pirotecnico allenatore, ha subito dato inizio al suo consueto show che sicuramente già gli ha permesso di diventare uno degli uomini-copertina di questo mondiale.
"El Pibe de oro" ha subito spiegato dove nasce la vittoria della sua squadra: "Un titolo per la nostra vittoria? Argentina implacabile – sentenzia il Pibe – Abbiamo dominato ogni momento della partita. Non abbiamo rischiato nulla e chi dice il contrario non so che partita abbia visto. Sono orgoglioso dei miei muchachos. Posso davvero dire di avere a disposizione 23 giocatori di livello assoluto. Sono come belve feroci…". E come dargli torto, vista la fame di vittoria dimostrata dalla compagine sudamericana, che si permette anche il lusso di rinunciare ai gol di Messi, ottimo comunque in versione uomo-assist, e di far rimanere in panchina il "principe" Milito, con un Higuain sugli scudi protagonista di una tripletta.
Maradona però trova sempre il modo per uscire dagli schemi e a chi gli ha chiesto il perchè dei suoi baci a tutti i giocatori argentini a fine partita, l'indimenticato numero 10 del Napoli ha risposto: "Non vorrei che venissero fuori dubbi strani, a me piacciono le donne, mi piace Veronica, che è bionda e ha 31 anni… Scherzi a parte, ogni allenatore ha i suoi preferiti, io invece voglio bene a tutti e li ringrazio per quello che mi danno".
A fine conferenza c'è ancora tempo per tornare sulle forti dichiarazioni rilasciate dall'argentino su Pelè e Platini, colpevoli di averlo duramente criticato: "L'altro giorno ho parlato del signor Platini e lui mi ha inviato un telegramma spiegandomi che non ha detto le cose che voi mi avete riportato. Dunque attraverso la stampa voglio chiedere scusa a Platini, ma non a Pelè...".
Marco Beltrami