Visto turistico scaduto. È questa la motivazione che ha spinto la polizia a trattenere Andrea Stramaccioni e i suoi collaboratori in Iran. Il tecnico – ex di Inter e Udinese, oggi alla guida dell'Esteghlal, club della capitale – s'è visto sbarrare il passo dagli agenti una volta arrivato in aeroporto a Teheran. Impossibile effettuare il check-in per salire a bordo del volo che lo avrebbe condotto in Italia in concomitanza della pausa di campionato: a lui e ai suoi assistenti null'altro è rimasto che contattare l'ambasciata italiana per dirimere la controversia e trovare una soluzione all'intoppo burocratico che ha colto impreparati allenatore e staff. Tutti in Iran per lavoro e con un identificativo fiscale della Repubblica Islamica sul passaporto.

Stramaccioni e il club ai ferri corti

La notizia ha destato qualche sospetto e soprattutto fa seguito ai contrasti emersi in queste settimane tra Stramaccioni e la dirigenza della società. Qual è il motivo di insoddisfazione? Richieste inevase sul mercato, una campagna acquisti al di sotto delle attese, ridimensionamento del progetto che gli era stato sottoposto e un clima di crescente sfiducia nei suoi confronti: tutte ragioni che hanno alimentato il malcontento e hanno fatto il paio con un altro episodio avvenuto prima dell'esordio in campionato. A Stramaccioni era stato tolto l'interprete che gli avrebbe permesso di comunicare coi suoi calciatori, nessuno dei quali conosce o parla la lingua inglese. In conferenza stampa lo stesso allenatore aveva usato toni abbastanza duri nei confronti del club parlando di sabotaggio del suo lavoro. Dopo la gara di giovedì scorso – seconda giornata del torneo – l'ex Inter aveva programmato il suo ritorno in Italia approfittando della pausa in calendario per gli impegni della nazionale.

Brutta sorpresa in aeroporto, tecnico e staff trattenuti

La brutta sorpresa s'è manifestata una volta che Stramaccioni e il suo staff sono giunti nello scalo della capitale: visto turistico scaduto da 12 giorni, devono restare a terra. Cosa sta accadendo? La spiegazione più plausibile è che il club abbia cambiato l'iniziale permesso (visto turistico) in un visto di lavoro vincolato alla durata del contratto firmato (biennale con opzione per il rinnovo). Diversamente sia lui sia i suoi collaboratori sarebbero da considerare dei ‘clandestini'.