Più che allarme giallo, allarme rosso. I quattro calciatori della Juventus ammoniti durante la semifinale di andata dello JStadium col Real Madrid rischiano la squalifica, e quindi di saltare la finale, in caso di ulteriore cartellino giallo al Santiago Bernabeu? No, perché il regolamento della Uefa è cambiato. Presto per fare calcoli del genere, i novanta minuti che separano i bianconeri dalla gara di Berlino sono un'eternità, una montagna da scalare considerato il clima che attenderà la squadra di Allegri nel ritorno. Ma Bonucci, Chiellini, Vidal e Tevez (quelli sanzionati dall'arbitro Atkinson) non corrono pericoli grazie alle modifiche al regolamento apportate dalla Federazione internazionale da un anno a questa parte.

Cosa dicono le nuove prescrizioni? In base all'articolo 22 dopo i quarti di finale di Champions League ed Europa League eventuali diffide che gravano sui calciatori non fanno cumulo, non sono da considerare valide come accaduto agli Europei del 2012 giocati in Polonia e Ucarina e ai Mondiali in Brasile della scorsa estate. Non esiste, però, l'immunità totale: in caso di cartellino rosso o di qualsiasi altra situazione di gioco che comporti una squalifica per due o più giornate non verranno fatti sconti di alcun tipo.

Una variazione che la Uefa ha scelto per consentire alle squadre di arrivare a ranghi completi e serrati all'appuntamento più importante di una stagione, dopo aver affrontato il lungo cammino iniziato dai playoff oppure dalla fase a gironi. In casa bianconera, quanto a squalifiche maturate per somma di ammonizioni ne sa qualcosa la ‘furia ceka', Pavel Nedved: nel 2003, ironia della sorte proprio nella semifinale con il Real Madrid, prese il ‘giallo' che gli impedì di partecipare alla sfida tutta italiana con il Milan a Old Trafford, tempio del Manchester United.