Allegri: “Tifosi Juve, vi perdono. E adesso avanti in Europa”

Massimiliano Allegri nonostante con il Milan abbia vinto uno Scudetto, una Supercoppa italiana e abbia conquistato altre due qualificazioni alla Champions League è stato accolto a Torino da un po’ di scetticissimo da parte dei tifosi. Adesso però con un campionato praticamente vinto e con la Juventus che giocherà contro il Monaco i quarti di Champions League, il mondo che gravita attorno al tecnico livornese è completamente cambiato. Il sempre misurato allenatore oggi, attraverso il profilo ufficiale Twitter della Juventus, ha risposto a tante domande e ha parlato anche dei tifosi juventini: “I tifosi li ho perdonati, ma credo che fosse una cosa normale perché l’addio di Conte è stato un fulmine a ciel sereno. Sapevo che potevo non riuscire a entrare nel cuore dei tifosi, perché avevo promesso di farlo con i risultati.”
Allegri ha parlato anche della Champions, il grande sogno bianconero. Il livornese ancora una volta ha voluto ricordare a tutti che il Monaco è meno ‘debole di quanto si pensi: “Ero molto fiducioso fin dall’inizio, ma sicuramente dopo il ritorno con l’Olympiacos e il #fiuu. Dobbiamo credere di poter andare avanti, anche se con il Monaco non sarà facile. La doppia sfida sarà molto più complicata di quello che sembra.”
L’allenatore, forse lanciando anche una frecciata al Milan, ha ribadito quello che si è sempre detto della Juventus. Perché anche secondo Allegri il club bianconero è quello che vanta l’organizzazione migliore: “Alla Juventus tutto è organizzato alla perfezione e io devo solo pensare a cosa accade in campo.”
Più di un tifoso ha posto domande riguardanti la tattica. Allegri ha provato a sviare, ma ha affermato che più della tattica è importante la tecnica per i calciatori, che abbinata a una solida organizzazione di gioco può dare grandi risultati: “La responsabilità e la pressione che sono sono quelle che ci sono, inevitabili, quando si allena la Juventus. Ci sono i pro e i contro, ma certamente sono più i primi che i secondi. Anche perché quando sono arrivato qui sapevo che avrei avuto la possibilità di vincere. Io credo che tutti abbiano fatto dei progressi nella gestione della partita: un nome sminuirebbe il lavoro degli altri. Credo che la tecnica sia fondamentale. Ma serve anche un’organizzazione solida di gioco. I moduli contano relativamente possiamo giocare a 3 o 4 dietro e poi si cambia, ma sono dettagli.”
