I suoi sfoghi in conferenza stampa spopolano sul web e sui social. Alberto Malesani è diventato un vero e proprio idolo sul web, per una situazione che però si è rivelata controproducente. Il tecnico ormai da tempo senza panchina si è sfogato, raccontando il suo malessere per la sua immagine ormai associata a quelli che sono diventati tormentoni social e non ai risultati positivi raggiunti durante la sua esperienza professionale.

Alberto Malesani dimenticato dal mondo del calcio si sfoga

In un'intervista al Corriere dello Sport, Alberto Malesani ha rivelato di sentirsi ancora allenatore nonostante l'indifferenza del mondo del calcio. L'ultima esperienza del tecnico risale al 2014 con una sfortunata parentesi al Sassuolo, ma il tecnico classe 1954 ha solo voglia di rimettersi in gioco: "Mi sento allenatore, allenatore che avrebbe meritato un finale di carriere decisamente migliore. Il calcio mi manca, mi manca tanto. Ho sbagliato a fare determinate scelte, spesso mi sono impuntato su uno stile di gioco senza pensare ai risultati nel breve periodo, ignorando il fatto che, nel calcio di oggi, c’è fretta di vincere. E quando non fai risultato".

Perché Malesani non vuole lavorare in tv come opinionista

Di certo le proposte lavorative non mancano, ma non in panchina, ma in tv nelle vesti di opinionista. Un ruolo che Malesani non gradisce ecco perché: "Sono stato chiamato anche per fare l’opinionista, ma mi sono tirato indietro in men che non si dica. Non ce la faccio, non si può giudicare un allenatore senza sapere come lavora. Oggi c’è gente che siccome va di moda il calcio di Guardiola allora prova a scopiazzarlo. È sbagliato! Ognuno deve esprimere se stesso e deve far esprimere al meglio i suoi giocatori".

Malesani sbeffeggiato e deriso per i suoi sfoghi punta il dito contro i social

Ma perché Malesani non viene più chiamato ad allenare? L'allenatore veronese punta il dito anche contro i social, con i suoi celebri sfoghi che sono diventati virali contribuendo a rovinarne l'immagine: "Ho fatto dei sondaggi, volevo capire perché nessuno pensava più a me. Ho compreso che la stima nei miei confronti è venuta meno, e poi ciò che si cerca oggi è quasi sempre un allenatore bravo nella breve esperienza, nel trascinare un gruppo verso l’obiettivo prefissato. Non si insegna più il calcio. Un ruolo importante, purtroppo, credo che l’abbiano giocato anche i social. Mi hanno giudicato per le immagini, per le mie espressioni, per la mia passione. Mi hanno deriso e sbeffeggiato. E la gente si è scordata del mio lavoro sul campo”.