Una vittoria esaltante che ha permesso al mondo di gustare ancora una volta l'idea di Maurizio Sarri sul calcio. Il ‘sarrismo' ( o ‘sarriball' per dirla come i tifosi londinesi) tanto esaltato (per poi venire bistrattato) si è espresso perfettamente nel match di Baku, nella finale contro l'Arsenal che ha decretato il successo del Cheslea. Al di là dell'esito finale (4-1 in crescendo dei Blues) e dei meriti dei singoli (strepitoso Hazard), i Blues hanno regalato momenti di gioco e qualità.

Partito in sordina, contratto e teso, il Chelsea di Sarri ha impiegato almeno mezz'ora per esprimere il proprio gioco, ciò che il tecnico nell'entusiasmante dopo gara, applaudendo i propri giocatori ammetterà di aver intravisto "una squadra che ha metabolizzato la mia filosofia di stare in campo". Un processo costante, che ha subito più di un imprevisto ma che il ‘Comandante' non ha mai lasciato in disparte, nemmeno davanti alla contestazione più forte.

La rivincita di Sarri attraverso il suo credo

Al di là dei gol, al di là delle giocate dei singoli giocatori più tecnici, anche contro l'Arsenal il ‘sarrismo' ha prevalso e non in modo scontato. Tutti attendevano Sarri al varco, colui che fa giocare bene i giocatori ma che non vince nulla. Alcuni pronti a scommettere che il fine del momento avrebbe giustificato il mezzo, snaturando la propria squadra, venendo meno al proprio credo: giocato ‘all'italiana' pur di arrivare all'obiettivo finale.

Nulla di più sbagliato: anche di fronte al suo primo trofeo assoluto, Sarri ha confermato coerenza e forza dei propri convincimenti, il Chelsea ha giocato da squadra, per la squadra. Emblematica l'azione che  – già sul 4-1 – a 15 minuti dal termine ha portato al tiro Hazard: un fraseggio iniziato dalla propria area di rigore, che ha visti coinvolti tutti gli undici giocatori in campo senza dare all'avversario la possibilità di intervenire sulla palla.

Secondo me nell'epoca del Chelsea di Abramovich è la squadra che ha giocato meglio. Uno spot per il calcio, certificato a pochi minuti dalla conquista della coppa merito di un Chelsea che fa calcio coinvolgendo tutti- Questo è il Chelsea di Maurizio Sarri, lo spot più bello per il calcio, la miglior ricerca di quest'anno certificata da una vittoria, quella dell'Europa League

Adani, Allegri e la sua antitesi: Sarri

A parlare, uno degli opinionisti di punta di Sky, Daniele Adani oramai divenuto celebre per i suoi confronti-scontri con Max Allegri che di fatto può essere definito l'alter ego di Maurizio Sarri nella concezione dell'espressione di gioco di Adani. Il primo, indicato come colui che fa del pragmatismo la sua distinzione, laddove non si cerca il gioco ma il risultato; il secondo, antitesi assoluta, amante di un'attitudine precisa nel lavoro  che "ha aggiunto qualità di calcio che a ogni step della sua carriera ha migliorato, perché migliorare con i campioni vuol dire poi offrire il proprio calcio a tutto il mondo"