"Noi contro noi. Che sciocchezza". Così titolava la Bild il giorno seguente al sorteggio dei gironi delle qualificazioni all'Europeo 1992, tenutisi il 2 febbraio 1990, che vedeva le rappresentative di Germania Ovest e Germania Est contrapposte nello stesso gruppo. Era cambiato tutto qualche mese prima. La storia stava vertiginosamente cambiando il suo corso: il 9 novembre 1989 il governo della DDR aveva annunciato l’abolizione delle restrizioni per i viaggi verso Occidente dei propri cittadini e la sera stessa migliaia di abitanti di Berlino si erano precipitati verso i check-point del Muro costringendo le guardie ad aprirli. Da quel momento la Nazionale di calcio della Germania dell'Est avrebbe disputato solo 8 incontri, di cui l'ultimo a Bruxelles il 12 settembre 1990. Quella disputata nella capitale fiamminga doveva essere la prima partita delle qualificazioni ai campionati europei ma la riunificazione della Germania aveva convinto la Federazione calcistica a ritirarsi dalla competizione. La DDR vinse quella partita con due gol di Matthias Sammer, che qualche anno dopo sarebbe diventato Pallone d'Oro. Il 3 ottobre ci fu il Die Wende ("la svolta") e i territori dell’ex Repubblica Democratica Tedesca furono annessi a quelli della Repubblica Federale.

Il 19 dicembre del 1990 si giocò la prima partita della "Germania unita". A Stoccarda la rappresentativa di Berti Vogts, nominato commissario tecnico dopo l'addio di Franz Beckenbauer, affrontava in un incontro amichevole la Svizzera. L'unico degli atleti della DDR a partire titolare fu Matthias Sammer che durante l'esecuzione dell'inno della Repubblica Federale tenne lo sguardo basso e non si unì al coro. Era troppo fresca la ferita della divisione. A realizzare le reti al Neckarstadion furono Rudi Voeller, Karl-Heinze Riedle, Andreas Thom e Lothar Matthaus.

La rete di Andreas Thom è stata particolarmente significativa perché aveva appena sostituito Sammer, un minuto prima, e anche lui faceva parte della Rappresentativa della Repubblica Democratica. L'attaccante della Dinamo Berlino, che successivamente ha seguito le sirene della Bundesliga e ha firmato per il Bayer Leverkusen, fu il primo giocatore "wessi" a segnare un gol per la "Germania unita".

Da Sparwasser a Goetze: il lungo viaggio della Germania

"Sulla mia lapide potrebbero scrivere Amburgo 1974 che tutti saprebbero chi giace lì", ha dichiarato Jürgen Sparwasser. Il Mondiale del 1974 venne vinto dalla Germania Ovest grazie ai gol di Gerd Mueller ma negli occhi di molti c'è ancora quella partita. Le due Repubbliche a confronto nel gruppo 1 videro trionfare la DDR con gol della mezzala del Magdeburgo.

Le due nazionali viaggiavano su binari diversi verso l'ultimo decennio del 1900 e, mentre la Germania Ovest si qualificò ai Mondiali del 1990 dopo aver perso le due finali precedenti, la DDR aveva probabilmente la migliore nazionale della sua storia dopo il 1974 e si giocò la qualificazione in casa dell'Austria il 15 novembre 1989: Sammer & co. caddero per 3 a 0 e persero l'occasione di portare la Repubblica Democratica per la seconda volta alla fase finale di un Mondiale.

Dopo gli Europei del 1992, dove la Germania si presentava per la prima volta "unita" e perse in finale con la Danimarca, e il Mondiale del 1994, quando uscì nei quarti con la Bulgaria; ecco il canto del cigno della "generazione del Muro". Agli Europei inglesi del 1996 la nazionale guidata da Berti Vogts si impone grazie al golden gol di Oliver Bierhoff nella finale di Wembley contro la Repubblica Ceca. Da lì in poi la Germania non ha vinto più un titolo fino al 2014 ma all'interno del movimento calcistico tedesco si è verificata una profonda rivoluzione.

Sono due le date che si possono prendere come "momenti chiave" per la ripartenza del calcio tedesco: il primo è il 6 luglio del 2000, quando la FIFA ha assegnato alla Deutscher Fußball-Bund l'organizzazione dei Mondiali del 2006, e il secondo è il 26 luglio del 2004, quando dopo la deludente eliminazione nel girone eliminatorio la Germania ha assunto Jürgen Klinsmann come nuovo commissario tecnico. L'ex attaccante di Inter e Samp ha modificato la natura del calcio tedesco rendendolo più offensivo e dinamico e prestando molta attenzione al settore giovanile.

L’operazione "Mondiali 2006" ha portato un rinnovamento all’intero movimento calcistico tedesco: i nuovi stadi, costati complessivamente cinque miliardi di euro; e l’arrivo di Sky in Germania hanno assicurato per cospicue fonti di ricavo alle società tedesche, che grazie a forti investimenti nei settori giovanili sono diventate il motore per la scalata al successo a livello di club e di nazionale.

Il ritorno della supremazia tedesca nel calcio europeo coincide con la finale di Champions League del 2013 tra il Bayern Monaco e il Borussia Dortmund. Una generazione d’oro formata da Mats Hummels, Mario Götze, Marko Reus, Manuel Neuer, Thomas Muller e molti altri che prima sono diventati protagonisti del calcio e pochi mesi dopo, insieme a veterani come Schweinsteiger e Lahm hanno riportato il movimento calcistico ai fasti di Franz Beckenbauer e Gerd Müller, l’epoca di maggior successo della Germania del pallone.