Senza vittorie da settimane, senza Europa, senza tifosi e senza scuse. E' ufficiale: l'Inter ha smesso di giocare. Nel mini campionato degli ultimi due mesi la squadra nerazzurra ha avuto un tracollo clamoroso e un cammino da Serie B, basti pensare che nelle ultime otto giornate di Serie A nessuna formazione italiana ha fatto peggio dei milanesi. Anche contro il Sassuolo, Icardi e compagni hanno dimostrato che al peggio non c'è fine. Scesa in campo con un 4-2-3-1 improponibile, la formazione di Vecchi è parsa svuotata e in preda delle proprie paure.

Nessuno si è salvato nel pomeriggio di Milano. Difesa da incubo, centrocampo in ostaggio degli avversari e attacco quasi inesistente. Nel nulla nerazzurro, il Sassuolo ha apparecchiato la tavola, pranzato con la massima serenità e centrato una vittoria prestigiosa: la seconda consecutiva in trasferta, dopo il colpaccio di Empoli.

L'urlo di Iemmello, dopo la contestazione del "Meazza"

Splende il sole su San Siro, ma è come se non ci fosse. La dura contestazione e i fischi del pubblico del "Meazza" sono nuvole nere, pronte a scatenare tuoni e fulmini sulla testa di Icardi e compagni: reduci da cinque sconfitte e un pareggio nelle ultime sei partite e dal clamoroso esonero di Stefano Pioli. C'è Stefano Vecchi dunque, a tentar di rianimare il paziente nerazzurro. Il tecnico della Primavera non ha Kondogbia e Medel (squalificati) e rispolvera Joao Mario e Brozovic a supporto di Icardi. Di Francesco ha problemi in mediana, dove mancano Duncan, Pellegrini e Mazzitelli. Matri siede tra le riserve, in avanti "mister 1000 gol" Iemmello.

Dopo un paio di tentativi innocui di Perisic e Joao Mario, è Icardi a scaldare i guantoni di Consigli (al 20esimo) e a colpire il palo otto minuti più tardi con un tap-in ravvicinato. La curva nerazzurra, uscita per proteste dallo stadio dopo venti minuti, si è persa l'errore di Murillo che ha dato il via alla ripartenza letale del Sassuolo: in rete al 36simo con Iemmello. Completamente alle corde, l'Inter ha rischiato grosso al 45esimo quando Acerbi ha graziato Handanovic da pochi passi.

Eder non basta.

Vecchi rientra dagli spogliatoi con due novità: dentro Eder e Ansaldi. Pronti, via e subito l'italo-brasiliano sfiora il pareggio con un tiro deviato da Consigli. L'illusione di una rimonta iniziale si è però spenta subito. Dopo una respinta di piede di Handanovic su un suo diagonale, ancora Iemmello ha trafitto lo sloveno con un tocco ravvicinato. Alla prima doppietta in Serie A dell'attaccante cresciuto nella Fiorentina, l'Inter ha risposto con un minimo d'orgoglio e il gol di Eder: bravo a sorprendere Consigli con un destro molto angolato.

A tredici minuti dalla fine, Vecchi ha cambiato ancora. Difesa a tre e, al posto di un difensore, dentro Gabigol: l'unico ad aver raccolto applausi in questo pomeriggio. Nell'assalto finale dei padroni di casa, si è visto un po' di tutto: imprecisione, stanchezza, poche idee e qualche colpo cattivo di troppo. E' mancato solo il gol. Quello che avrebbe evitato all'Inter la quarta sconfitta consecutiva.