Juve, grazie lo stesso. Un applauso ai bianconeri per aver lottato fino alla fine contro il Real Madrid. Al netto dell’esito della finalissima e della sconfitta in Galles che preclude ai bianconeri l'impresa del triplete, riuscita nella storia con la “coppa dalle grandi orecchie” di mezzo solo a otto squadre (Celtic Glasgow, Ajax, Psv Eindhoven, Manchester United, 2 volte Barcellona, Inter e Bayern Monaco), i supporters juventini possono andare a testa alta, essere fieri ed orgogliosi della propria squadra del cuore. Analizziamo quindi, malgrado l'umore non proprio ottimale, per esaltare l’annata 2016/17 piemontese, i primati del campionato e gli incredibili numeri fatti registrare dalla “Vecchia Signora” nella massima competizione continentale.

Imbattibile allo JStadium, i numeri bianconeri in Serie A.

Quarantotto punti nel girone d’andata, 43 in quello di ritorno, 91 punti complessivi, maggior numero di vittorie totali (29), maggior numero di vittorie in casa (18), minor numero di pareggi a domicilio (1), imbattuta allo JStadium, miglior difesa (27 gol subiti) e compagine con la miglior serie positiva (15 risultati utili consecutivi) del torneo. Questi, in breve, i paurosi record della Juventus marchiati a fuoco nella 115esima edizione della Serie A che ha portato ai bianconeri il 33esimo titolo della loro storia. Un rendimento pazzesco, importante, a tratti prepotente che, malgrado il minor distacco rispetto alle scorse stagioni da Roma e Napoli, ha confermato ancora una volta la forza del collettivo di Allegri. Una forza che però, più dei record citati, viene espressa, almeno in campionato, dall’ottima interpretazione dei momenti della partita (con la capacità della Juve di sapere quando rilassarsi, temporeggiare e far male all’avversario) e dai numeri, sempre eloquenti, alla base di questi straordinari primati collettivi.

 

Fase passiva monstre: solo il 7% dei tiri avversari finisce in fondo al sacco.

Nel nostro campionato, così come quasi in tutti i tornei calcistici del mondo, se riesci a schermare bene la tua porta e a non subire reti, sei già a metà dell’opera. Un’opera che a Torino e dintorni riesce ormai da 6 anni consecutivi proprio con un impianto di gioco fondato sulla forza e la compattezza in fase di non possesso. Al di là delle qualità individuali dei tanti talenti in squadra, infatti, l’organizzazione tattica della Juve in fase passiva è straordinaria con solo 27 gol incassati, 18 clean sheet stagionali e 0.7 gol subiti a partita. In più, con l’applicazione, specie dopo l’adesione bianconera al 4-2-3-1, in fase di pressing anche degli esterni d’attacco, i bianconeri riescono bene a fare filtro davanti a Buffon con appena 436 passaggi subiti, solo 4 consecutivi in fila, 1 traversone di media a partita, 14 passaggi intercettati, 8.3 respinti, 16.4 contrasti tentati, il 55% dei duelli aerei vinti e 2.3 trappole del fuorigioco riuscite a gara. Una condotta consueta, usuale che permette alla Juve di subire 9 conclusioni a partita, di cui 2 bloccate dalla retroguardia bianconera, costringere il portiere a 2.3 interventi medi con solo 88 parate totali in stagione (meno di tutta la Serie A) con appena il 7% dei tiri avversari che poi finiscono in fondo al sacco. Insomma, un autentico fortino inespugnabile in grado di fare, con questi numeri, le fortune della Juventus che ha messo in scena, senza dubbio, la miglior difesa di tutto il massimo torneo italiano.

La Juve in HD ma non solo, 77 le reti in Serie A.

Pur non trionfando come il Napoli di Sarri in Serie A per numero di gol fatti, 77 contro i 94 azzurri, la Juventus di Allegri dispone di un attacco comunque molto importante. Da Dybala a Mandzukic, da Higuain a Pjaca a Cuadrado fino al baby fenomeno Kean, infatti, gli avanti bianconeri sono stati preziosi per il club di corso Galileo Ferraris con tante reti realizzate ed un volume di gioco espresso considerevole. Grazie al supporto dei terzini/esterni alti (il 72% delle azioni proviene da quella specifica porzione di campo) ed all’apporto della linea mediana la fase offensiva juventina è stata fra le migliori del campionato (terzo attacco) con, al di là dei 2.03 gol di media messi a segno, tante ottime statistiche che dimostrano la voglia bianconera di imporre sempre e comunque il gioco sull’avversario di turno.

I 481 tiri totali (267 in porta, 214 fuori), i 12.7 tiri a partita (7 in porta, 5 fuori) ed i 77 gol siglati, difatti, sono frutto di 574 passaggi totali a partita, di cui 3 filtranti e 11 chiave (che portano al tiro), 5.4 tocchi di fila, 39 assist globali, col 56% di possesso palla, l’86% di precisione dei passaggi ma anche di 323 traversoni complessivi e 8.5 per match. Una serie sterminata di numeri atti a certificare la bontà, la qualità e la forza di una compagine pericolosissima in attacco ed in grado, sia con le singole individualità che con un modello di gioco preciso, di far male a qualsiasi squadra. Il tutto con 107.6 km di media percorsi a partita, un’età media di 28.3 anni e 4.088 km stagionali in 38 gare giocate.

Le statistiche di Champions.

Il 14 settembre 2016 appare davvero una data distante anni luce da questo 3 giungo 2017. E sì perché l’avventura europea della Juventus, in quel preciso giorno, non era iniziata nel migliore dei modi con uno scialbo 0-0 in casa contro i vincitori dell’Europa League del Siviglia. Eppure, da lì tutto è cambiato con i bianconeri in grado di mutare pelle, qualificarsi in prima posizione nel gruppo H davanti proprio agli andalusi e, poi, in rapida successione, eliminare Porto (3-0 fra andata e ritorno), Barcellona (3-0 totale) e Monaco (4-1). Una cavalcata vincente, un percorso netto che li ha portati, due anni dopo la finale di Berlino, al Millennium Stadium di Cardiff. Un percorso fatto di tante giocate individuali e di squadra importanti ma anche di numeri sontuosi, numeri europei che ora andremo ad esaminare insieme.

In Champions la Juve è un autentico bunker.

Anche nella massima competizione calcistica continentale la compagine allenata da Allegri ha mostrato le stesse caratteristiche tecniche che potremmo riassumere così: cinismo, solidità ed intelligenza tattica. Peculiarità straordinarie che hanno condotto la Juventus a fare addirittura meglio di quanto intravisto in campionato nello specifico aspetto difensivo con i bianconeri in grado di subire solo 3 segnature, finale di Cardiff a parte, tutte da palla ferma o dagli sviluppi di un calcio piazzato, con una differenza reti di +18.

Il bunker bianconero però, ha funzionato eccome con 9 clean sheet su 12 gare, una media gol subiti per partita di 0.3, 9.4 tiri concessi (2 di media bloccati), 13 passaggi intercettati, solo 440 passaggi subiti (ad eccezion fatta degli oltre 800 al Camp Nou contro il Barça), il 2% dei tiri avversari in gol (Tolisso, Pareja, Mbappé) ed addirittura una striscia di imbattibilità di oltre 540 minuti di gioco a cavallo fra l’ultima gara del girone con la Dinamo Zagabria e la semifinale di ritorno allo Stadium contro il Monaco.

Insomma, anche qui, anche sotto le famose note dell’inno del compositore Britten, la “Vecchia Signora” ha eretto un autentico muro a difesa del suo estremo difensore confermando il paradigma che vede, a differenza del Real (32 marcature fatte e 16 subite), i club più solidi in fase di non possesso costruire stagioni importanti e, si spera, vincenti.

Corsie laterali e gioco corale, le qualità offensive.

In Champions League, invece, la Juventus non è stata in grado di raggiungere medie gol a partita spaventose come quelle di Real (2.67), Bayern (2.7) o Borussia Dortmund (2.8). Ai piemontesi, infatti, per merito dell’impermeabilità di cui abbiamo parlato, sono bastati 1.75 gol a match oltre ad un +18 di differenza reti per guadagnare la finalissima e sfidare i Blancos di Zidane. 21 marcature (14 da azione manovrata, 4 da piazzato e 3 da rigori) provenienti da 169 tiri totali, di cui 61 nello specchio e 69 fuori, da 10 assist vincenti, 239 cross totali /il 72% delle azioni si sviluppa sulle corsie esterne) ma anche da 58 corner oltre che da un possesso di palla importante (55%) efficace e ragionato (85% di precisione). Tutte statistiche interessanti, che mostrano una certa tendenza al gioco di squadra esaltato poi dalle ottime individualità in rosa con Higuain e Dybala pronti a salire in cattedra prendersi il proscenio e concretizzare l’enorme mole di gioco prodotta. Per tornare alle origini, dunque, Cardiff o non Cardiff, Champions o non Champions, gloria o lacrime, la Juve 2016/17 anche in forza di questi numeri è da legg(6)enda.