Diego Simeone e Antonio Conte si allontanano sempre più dall'Inter e così Suning deve fare buon viso a cattivo gioco cercando di trovare un allenatore alternativo ma pur sempre in grado di poter aprire un ciclo vincente e un progetto serio e di qualità. Il primo piano B porterebbe a Sarri ma a Napoli il tecnico sta bene e non ha intenzione di cambiare aria. Le ultime sul contratto con penale con De Laurentiis hanno chiarito la situazione partenopea e andare a schicciare alcuni tasti diverrebbe lungo e complesso. Resta Spalletti, riserva del piano B, che da Roma dovrebbe partire. L'allenatore toscano lo sa e per questo sta cercando di sfruttare la situazione a proprio vantaggio: se l'Inter non ha alternative e cerca lui, il suo ingaggio dovrà ripagarlo della scarsa considerazione, con 4 milioni l'anno.

La strada di Roma – Tutte le strade nerazzurre portano a Roma. Forzatamente. Luciano Spalletti è pronto a sbarcare ad Appiano Gentile nonostante non goda dei favori di tutti. Non è la prima scelta, nemmeno la seconda o la terza. Eppure Spalletti è intrigato dalla possibilità di allenare l’Inter: il club milanese  rappresenterebbe la più grande sfida della sua carriera. Una sfida delicata ma affascinante che potrebbe riscattarlo agli occhi di chi in Capitale lo indica come il principale colpevole di una stagione ancora senza titoli.

Soldi pesanti – Il tecnico di Certaldo lo sa. Così come il nuovo ds della Roma, Monchi che malgrado tutto vorrebbe trattenerlo, soprattutto per mancanza di alternative. Spalletti ci gioca su, giustamente e adesso chiede un biennale da 4 milioni di euro più bonus. La stessa cifra che riceverebbe dall'Inter – che non potrebbe tirarsi indietro avendone offerti 4,5 a Conte.

L'ombra lunga di Sabatini – Ma la scelta è ancora lontana dal perfezionarsi, le due società non si sono ancora parlare e c'è il rischio del corto circuito con la presenza dell'ex Sabatini in nerazzurro: un vecchio amico, oggi nemico, al quale si deve ancora decidere se fare un regalo o uno sgarbo.