C'era una volta l'Italia che aveva smesso di produrre calciatori di livello e che fossero in grado di emozionare gli appassionati di futbol del Belpaese. Quando? Fino a pochi mesi fa era diffusa l'idea che in Italia non vi fossero più calciatori forti, in grado di poter essere dei validi portabandiera della tradizione calcistica tricolore, invece ora siamo tutti concentrati sulla crescita di alcuni calciatori che si stanno prendendo le luci della ribalta in Serie A e sono già parte della Nazionale di Giampiero Ventura. Questa è la sedicesima puntata di una rubrica che si chiama "Generazione Zero" nella quale parleremo di giovani poco considerati fino a qualche tempo fa ma che ora sono al centro delle settimanali discussioni calcistiche dello "stivale". Dopo aver parlato delle zone offensive del campo siamo passati alla difesa: prima Alessio Romagnoli, poi Daniele Rugani e adesso è il turno di Mattia Caldara.

La più bella rivelazione della stagione 2016/2017 della Serie A: il difensore centrale di Scanzorosciate ha davvero fatto lustrare gli occhi a tutti gli osservatori calcistici per come ha affrontato il suo primo anno nella massima serie e per la qualità delle sue giocate, sia in fase difensiva che offensiva. Gestione dei tempi di gioco, tempismo nell’anticipo, rendimento costante e concentrazione sempre ai massimi livelli: Mattia Caldara ha impressionato tutti e, per questo motivo, la Juventus non ha perso tempo facendolo firmare un contratto che il 12 gennaio scorso si è accordata con l'Atalanta per la sua cessione per 15 milioni di euro più eventuali 4 di bonus, nel caso in cui il difensore dovesse fare almeno 20 presenze in maglia bianconera nel corso della stagione 2018-2019 e altri 6 al maturare di determinate condizioni. La Juventus ha deciso di lasciarlo in prestito a Bergamo fino al 30 giugno 2018 ma nelle ultime ore, dopo la partenza di Leonardo Bonucci verso Milano si parla anche di una possibile trattativa per portarlo a Torino fin da subito.

Atalanta, andata e ritorno.

Caldara è nato il 5 maggio del 1994, a Bergamo, ma è un ragazzo della provincia bergamasca che cresce in un piccolo comune ai piedi delle Alpi Orobie. Cresce a pane, pallone e videogame e nella stanza ha poster di Giorgio Chiellini. A 6 anni arriva la famosa lettera d’invito ai ‘primi calci' da parte dello Scanzo, la squadre del paese, e a 9 anni è subito Atalanta. Da lì tutta la trafila nelle giovanili della Dea.

Nel 2007/08 Mattia vince lo Scudetto Giovanissimi con i nerazzurri ed è un titolare inamovibile. Nel finale di stagione 2013/2014 arriva l'esordio in Serie A a Catania in una partita di fine campionato persa dall’Atalanta 2-1 e l'anno successivo si trasferisce in Serie B al Trapani.

Trapani e Cesena.

In Sicilia colleziona 20 presenze e segna 2 goal e Boscaglia ripone in lui una grande fiducia tanto che la presenza di uomini d’esperienza, come il Pagliarulo e Terlizzi, finiscono spesso in panchina per far spazio al giovane lombardo.

L'anno dopo va a farsi le ossa a Cesena dove trova spazio e continuità, disputa un’ottima stagione, 29 partite tra campionato e Coppa Italia, e conferma con 3 reti anche quel vizio del goal che lo aveva contraddistinto nella primavera nerazzurra.

L'esplosione.

Nell’estate 2016 l’Atalanta punta su di lui e l’esplosione di Mattia Caldara arriva a Bergamo contro il Napoli: al centro della difesa a 3, ha il compito di occuparsi dell’attaccante del momento, Arkadiusz Milik, ma lui gioca una grande partita e l’Atalanta vince 1-0. Non è più uscito dal rettangolo verde. Prestazioni superbe alternate a gare normali fanno del centrale bergamasco la vera rivelazione della Serie A 2016/2017.

Pochi giorni fa lo abbiamo accompagnato al campo, pioveva e quindi arrivati alla portineria l’addetto alla sicurezza ci ha aperto il cancello per farci passare con la macchina. Era la prima volta dopo 12 anni che io, Mattia e il papà varcavamo i cancelli di Zingonia dalla parte destra. Eravamo nel mondo dei grandi. Mattia mi dice sempre che quello che sta vivendo per lui è un sogno, con la maglia dell’Atalanta in quel Centro Bortolotti che sente come la sua casa. Non ci crede e spera che duri tantissimo, è felicissimo. (La mamma di Caldara in un'intervista a bergamopost.it)

La Juventus non ha perso tempo e nella sessione invernale di mercato ha subito messo le mani sul calciatore dell'Atalanta che si unirà al gruppo bianconero dalla prossima stagione, a meno di sorprese di mercato.

Posizione, concentrazione e propensione offensiva.

Caldara è un difensore dal fisico asciutto ma, allo stesso tempo, potente e riesce a tenere alta la concentrazione per tutti i 90’ senza particolari cali di tensione. Oltre all'attenzione il centrale dell'Atalanta ha dimostrato un grande senso della posizione, che Giampiero Gasperini  ha notato subito e per questo motivo gli ha affidato il ruolo di centrale di uno schieramento a 3.

Nonostante non sia molto dotato tecnicamente, Caldara è il primo uomo dell'Atalanta che prende palla nella costruzione da dietro e non ha paura di portarla per cercare varie soluzioni per lo scarico, addirittura, per proporre un triangolo e trovare la superiorità numerica. Un'altra caratteristica importante per il centrale lombardo è il colpo di testa: Mattia riesce a prendere il tempo per anticipare dal diretto concorrente o pulire l'area dalle offensive delle avversarie.

Mattia da Scanzorosciate si è dimostrato un grande marcatore e le prestazioni fornite contro i grandi numeri 9 del campionato non sono un caso: soprattutto contro Higuain, Dzeko e Milik, Caldara ha mostrato un grande senso dell'anticipo che, spesso, ha permesso ai suoi di ribaltare piuttosto velocemente l'azione. A volte è riuscito a recuperare palloni addirittura nella metà campo avversaria grazie a questa sua dote e ha reso più facile la ri-costruzione della manovra.

Mattia porta in dote dalle squadre giovanili una pregevole propensione offensiva e le realizzazioni di quest'anno (7) sono una cifra non indifferente per un difensore. Nella gara con il Napoli al San Paolo Mattia ha mostrato tutto il suo bagaglio tecnico in propensione offensiva e la doppietta agli azzurri di Sarri è stato uno dei momenti più importanti della stagione orobica.

L'esplosione di questo ragazzo del 1994 è stata davvero repentina e ha colto di sorpresa molti perché nessuno si aspettava una tale personalità al primo impatto con la massima serie. Legge il gioco come pochi ragazzi della sua età, e non solo; ha ampi margini di miglioramento nella tecnica di base e in alcune situazioni di palla scoperta. Nel prossimo futuro non potremmo fare a meno di Mattia Caldara nel gruppo di difensori della Nazionale: dopo le prestazioni superbe nell'Europeo Under 21 in Polonia, i numeri sono dalla sua parte e la carta d'identità gli sorride.