Alla fine tutto si è concluso come nessuno voleva che accadesse: Gabriel Barbosa in arte Gabigol ha detto – anche se solamente in modo momentaneo – addio all'Inter. Uno shock per i molti tifosi nerazzurri che all'arrivo del brasiliano lo avevano idolatrato come il novello Fenomeno, Ronaldo, connazionale che proprio con la maglia dell'Inter aveva fatto innamorare il popolo della Beneamata. Oggi Gabigol è un giocatore del Benfica, in prestito per una stagione: una scelta di mercato che sa di sconfitta per tutti.

La ‘profezia' di Sabatini.

Si può iniziare dalle ultime parole dette dal ds Sabatini non piu tardi di 48 ore fa: "Gabriel è un ragazzo intelligente, valuterà le scelte che potrà fare". Sibillino ma non troppo: l'Inter lo ha girato in prestito al Benfica accollandosi l'ingaggio. Chiaro segnale che nel progetto tecnico di Spalletti non c'era posto per lui.

Gabi…gol solo in allenamento.

Già a gennaio si era paventata una clamorosa cessione, poi tutto rientrò unicamente perchè l'Inter aveva altre gatte da pelare tra campo e panchina: risultati approssimativi, girotondo di allenatori, prestazioni da rivedere. Gabigol è rimasto in stand-by lasciando comunque aperta la porta ad una crisi di identità che si era rimanifestata ad  inizio estate.

Anche Spalletti rinuncia: prestito al Benfica.

A fine campionato, la frattura tra società e giocatore era evidente: non convocato in prima battuta al ritiro precampionato di Riscone di Brunico. Subito voci di mercato per una imminente cessione e la possibilità data al ragazzo di decidere senza vincoli. Poi, il raggiungimento del gruppo e dei nuovi e vecchi compagni, con Luciano Spalletti che ne ha voluto assaggiare le doti umane ma soprattutyo tecniche. Ma l'ex allenatore della Roma si è spinto fin dove sia der Boer prima e Pioli poi non avevano osato: ha confermato l'inutilità tecnica del giocatore.

Un flop da 30 milioni e 1 gol.

Un investimento da 30 milioni svanito in 12 mesi, un vero e proprio buco economico che grava su un'Inter che è sotto l'occhio costante dell'UEFA  e del fair play fianziario che non concede sconti. 30 milioni per due gol in campionato e una manciata di presenze senza mai riuscire a convincere allenatori e dirigenza. Un flop su ogni fronte certificato anche dalla scelta, ultima, fatta dalla dirigenza nerazzurra.

Stagioni a confronto: al Santos e all'Interin foto: Stagioni a confronto: al Santos e all'Inter

L'ultima sentebza: Karamoh, sostituto da 6 milioni di euro.

Mentre Gabigol preparava le valigie per il Portogallo, l'Inter era alla spasmodica ricerca di un attaccante da poter inserire in rosa. Oltre a Icardi, Eder e Pinamonti c'era la necessità di avere un ulteriore tassello offensivo. Sarebbe potuta – e dovuta – essere l'occasione perfetta per ritagliarsi lo spazio e la considerazione necessari per poter finalmente dimostrare il valore dell'investimento e schicciare sotto i tacchetti le critiche. E invece è arrivato un 19enne dal Caen, onesta società di Ligue1: Yann Karamoh. Pagato 6 milioni di euro e sottoscritto per i prossimi 4 anni, già a disposizione di Spalletti per affiancare Icardi e gli altri compagni di reparto. L'ultima sentenza, definitiva, sulla parabola discendente di Gabigol, oggi in prestito al Benfica ma già da considerare a tutti gli effetti un ex giocatore dell'Inter.