Zoff: “Sto quasi bene, ma non è stato facile”
Ha fatto prendere un bello spavento a tutti, Dino Zoff. L’infezione virale che aveva colpito la leggenda del calcio italiano nello scorso novembre, aveva fatto preoccupare e non poco per le sue condizioni di salute. A poco a poco però il campione del mondo, ha vinto la sua ennesima partita, e il peggio sembra essere passato. Ancora una parata decisiva per Zoff che ai microfoni della trasmissione radiofonica Rai “Radio Anch’io lo Sport” ha rivelato: “Sto quasi bene, siamo sulla via giusta, speriamo. Non è stato facile. Ma sto bene. Non del tutto, ma va bene così”.
E’ partito il conto alla rovescia per i prossimi Campionati europei che si disputeranno in Francia nella prossima estate. Un trofeo che Zoff è stato ad un passo dal vincere nel 2000 da allenatore. Ottimismo e fiducia per l’ex portiere: "Sulla carta oggi l'Italia non rappresenta il massimo, ci sono nazionali più forti ma non partire coi pennacchi per noi è molto importante, da sempre la storia insegna che quando partiamo fra i favoriti finisce male. Possiamo fare bene, andare a vincere è un'altra cosa. La rosa è ristrettina e bisogna augurarsi che la difesa della Juve tenga ancora. Ma Conte ha dato un contributo notevolissimo dal punto di vista del gioco”.
E il campionato? Zoff è rimasto molto colpito dall’equilibrio di questa stagione, e anche dalla super rimonta della Juventus: “La Juve è in rimonta e ha dimostrato di essere sempre pericolosa. Riesce ad andare in gol spesso, è abituata a stare lì, è la squadra che ha più possibilità. Ma sono in 4-5, perché il Napoli sta giocando bene, la Fiorentina idem, l'Inter è robusta ed è in testa. La Roma cominciato male e ha delegittimato l'allenatore in estate”.
In conclusione una battuta sull’assegnazione del Pallone d’Oro e sull’assenza del suo erede Buffon dalla lista dei finalisti: “È giusto che il premio vada a gente come Messi e Ronaldo, sono creativi, fanno tanti gol, l'espressione del calcio è il gol. Il portiere non crea niente, ha grandissimi meriti ma quando arrivano fenomeni che inventano calcio, è giusto che vincano loro. Sono arrivato secondo nel '73 ma aveva vinto Crujff, non potevo lamentarmi".
