“Zlatan sei uno str…”, così nacque il sodalizio tra Raiola e Ibra
Galeotto fu l’insulto. Da un epiteto tutt’altro che gentile nacque l’assai positivo sodalizio tra Zlatan Ibrahimovic e il suo agente Mino Raiola. Un episodio curioso ma che aiuta anche a capire il carattere dei due componenti di quella che spesso e volentieri è stata definita come una strana coppia. Nel 2003, all’epoca del primo incontro tra i due, il procuratore non usò mezzi termini per presentarsi all’allora promettente stella svedese. A raccontare il tutto ci ha pensato lo stesso Raiola ai microfoni di Jim White a TalkSport: “Piaccio a Zlatan perché sono stato il primo a dirgli che era uno stronzo. E gli dissi anche che avrebbe dovuto lavorare più duramente. Tutti gli altri gli dicevano solo delle belle cose, io invece gli avevo detto la verità, per renderlo migliore”.
Fu quello l’inizio di un lungo rapporto lavorativo che ha prodotto finora trasferimenti per circa 130 milioni di sterline, ovvero 155 milioni di euro. A confermare il tutto ci ha pensato l’attuale bomber dello United nella sua autobiografia. Ibrahimovic ha infatti evidenziato gli aspetti positivi di quel tipo di approccio da parte di Raiola che gli disse letteralmente di “andarsi a farsi fottere” perché troppo spocchioso e presuntuoso. E il giocatore ha fatto tesoro della lezione di quello che da lì in po sarebbe diventato il suo agente: “Sbagliavo, perché era vero che non avevo ancora fatto tanti gol e che ero troppo pigro. Quando però ho preso coscienza di questo, ho cominciato a non risparmiarmi più sia in allenamento che in partita"
Il segreto di Raiola? “Mai lavorare con la paura” ha spiegato nell’intervista. A suo giudizio infatti: “bisogna sempre credere in quello che si fa e la mia sola preoccupazione è quella di svolgere il mio lavoro al meglio, facendo gli interessi dei miei giocatori”. Nella sessione di mercato appena archiviata Raiola ha conquistato la scena con l’affare Pogba, altro talento nella sua scuderia. I 105 milioni investiti dal Manchester United per il francese saranno però presto dimenticati secondo il procuratore che ha preannunciato: “Nel giro di due o tre anni verrà superata la barriera dei 200 milioni di sterline in Premier League e probabilmente capiterà per un sudamericano, per il nuovo Neymar o il nuovo Messi”.

