Zlatan Ibrahimovic è pronto a tornare al Milan per provare a risollevare le sorti della squadra di Pioli. La Serie A è pronta a riabbracciare uno dei centravanti più forti e completi del calcio moderno. In attesa dell'ufficializzazione del suo matrimonio bis con i rossoneri, ecco una carrellata di curiosità sulla carriera e sulla vita privata dello svedese, che in pochi conoscono.

Ibrahimovic, l'infanzia difficile e i furti di biciclette

Ibrahimovic ha vissuto un'infanzia terribile. Il divorzio dei genitori causò gravi problemi al piccolo Zlatan che ebbe gravi problemi di salute con una grave sindrome di emaciazione che mise a repentaglio la sua vita. Ibra dovette fare i conti con una perdita di peso impressionante, e solo la ripresa dei contatti con il papà al quale era molto legato gli permise di tornare molto lentamente alla normalità. Le conseguenze dello shock per la disgregazione familiare ebbe delle conseguenze anche a livello psicologico per Ibrahimovic che sviluppò un carattere molto forte, testardo, e taciturno. Purtroppo il giovane svedese iniziò a frequentare ambienti pericolosi, rubando biciclette (come vendetta per un furto subito) e dolci. È stato lo stesso calciatore poi a rivelare che il calcio e lo sport lo hanno salvato impedendogli di prendere cattive strade

Ibrahimovic e la rissa con Onyewu ai tempi del Milan

Con il passare degli anni, Ibrahimovic è riuscito a trasformare tutti i pensieri negativi e le brutte esperienze giovanili in voglia di emergere e imporsi nello sport. Un carattere fortissimo, che spesso e volentieri però è sfociato in comportamenti sopra le righe. Basti pensare al celebre retroscena della rissa con Onyewu ai tempi del Milan nel 2010. Lo svedese entrò in rotta di collisione in allenamento con il gigante statunitense (193 centimetri per 91 chili): prima gli interventi duri nella partitella e poi i colpi proibiti, con il bomber che rimediò sì una costola rotta, ma reagì con una serie di pugni violentissimi. Lo stesso Ibra raccontò poi anni dopo: "La cosa più strana è successa dopo. Onyewu ha iniziato a pregare Dio con le lacrime agli occhi facendosi il segno della croce. Sono diventato ancora più furioso, sembrava una provocazione"

Ibrahimovic è diventato un verbo in Svezia

Insomma il piglio di Zlatan Ibrahimovic non è certo una sorpresa. Basti pensare che a tal proposito in Svezia, il bomber è entrato addirittura a far parte del vocabolario. Come? Lo Sprakradet, l'ente custode della lingua svedese, nel 2012 ha pubblicato una lista di 40 nuovi vocaboli entrati nell'uso comune. Tra questi spiccava proprio il nuovo verbo "zlatanare" (in svedese "zlatanera"), sinonimo di "dominare" o "fare qualcosa usando la forza".

L'ego di Ibrahimovic, quando si rifiutò di fare un provino con l'Arsenal

A proposito di ego, Ibrahimovic non ha mai avuto dubbio sulle sue doti e sul fatto che prima o poi sarebbe esploso. Basti pensare al retroscena legato al provino con l'Arsenal, con la risposta all'allora manager dei Gunners Wenger che gli chiedeva un provino: "Sono andato a Londra per un appuntamento con Wenger, che mi ha chiesto di fare un provino per l’Arsenal. Gli ho detto: ‘Io non faccio prove, o mi prendi o no, non sono qua per perdere tempo’. Avevo già quel tipo di fiducia perché nella mia testa ero il più forte di tutti anche da giovane. Ho incontrato Wenger perché mi aspettavo che mi dicesse di iniziare subito con loro. Ma Zlatan non fa prove".

Ibrahimovic cintura nera di Taekwondo

Non solo calcio nella vita di Ibrahimovic ma anche la passione per le arti marziali e in primis il Taekwondo. Sin da piccolo lo svedese si è confrontato con questa disciplina, che lo ha portato poi a ricevere anche in Italia una cintura nera honoris causa, da una delegazione della nazionale azzurra. D'altronde questo sport ha aiutato e non poco il centravanti anche nel calcio, basti pensare ai tanti gol segnati con vere e proprie mosse da taekwondo: uno su tutti il celebre gol di tacco al Bologna con la maglia dell'Inter nella stagione 2008/2009

L’ammirazione di Ibra per Ronaldo
in foto: L’ammirazione di Ibra per Ronaldo

Qual è l'idolo di Zlatan Ibrahimovic

Qual è stato l'idolo di Zlatan Ibrahimovic? Il bomber svedese che spesso e volentieri nella sua carriera ha dimostrato di avere un ego smisurato, sottolineando il suo strapotere fisico e tecnico, è rimasto stupito da un solo collega. Si tratta di Ronaldo il Fenomeno, che ha incrociato da avversario anche in un derby, quando vestiva la casacca dell'Inter. Recentemente Ibra, in occasione di un'intervista su CR7, omonimo dell'ex attaccante della Seleçao ha dichiarato: "Il vero Ronaldo è solo il brasiliano. Per me è stato il calciatore più completo: ogni volta che toccava il pallone succedeva qualcosa: era il calcio perché era il giocatore che ognuno sognava di essere ed un grande esempio. Volevo essere come lui".

Quando Ibra svegliò di notte Mutu per un incubo su Cristiano Ronaldo

Da un Ronaldo all'altro. Cristiano Ronaldo infatti è al centro di un curioso aneddoto con protagonista Ibrahimovic (che ha criticato la scelta di CR7 di approdare alla Juventus), raccontato da Adrian Mutu. L'ex attaccante rumeno infatti, rivelò un retroscena relativo ai tempi della Juve quando condivideva la stanza proprio con lo svedese: "Ibra è ossessionato dalla perfezione, anche mentre dorme. Una volta, nel cuore della notte, si è svegliato e, agitato, si è messo a urlare: ‘Adi, sveglia! Ho avuto un incubo. Ho sognato che Ronaldo era più forte di me!'

La foto dei piedi sporchi all'ingresso di casa Ibrahimovic

Taekwondo, calcio e tanta, tantissima attività fisica. Tutto questo ha permesso al centravanti svedese di essere ancora competitivo a 38 anni. Grande merito anche di madre natura che ha dotato Ibra di un fisico eccezionale (pochi gli infortuni gravi in carriera) e di una tenuta mentale importante. Grande consapevolezza dei propri mezzi, e gestione perfetta del proprio corpo con uno stile di vita perfetto. A tal proposito, Ibrahimovic spesso e volentieri ha celebrato sé stesso: non è un caso che all'ingresso della sua villa di Malmoe, oltre alle gigantografie del centravanti, ci sia anche una foto dei suoi piedi sporchi. Il motivo? Questa la spiegazione di Ibra: "Perché metti una foto così schifosa in una casa così bella? Sono loro che pagano tutto questo"

Il retroscena sull'incontro con Mino Raiola

Ibrahimovic deve molto della sua fortuna anche al suo storico agente Mino Raiola. Il primo incontro tra i due è stato al centro di un memorabile racconto del giocatore nella sua biografia "Io Ibra": "Misi la mia bella giacca di pelle di Gucci, non avevo affatto intenzione di fare la figura del buzzurro, il mio orologio d’oro, e parcheggiai la Porsche proprio davanti all’albergo. Ma che razza di individuo era quello che entrò dopo di me? In jeans e T-shirt Nike e con quella pancia enorme, sembrava uno dei Soprano. Chi diavolo è questo qui? Dovrebbe essere un agente quella specie di gnomo ciccione? E quando ordinammo cosa credete, che arrivò un piattino di sushi con avocado e gamberetti? No, arrivò una valanga di roba, cibo per cinque, e lui divorò tutto come un dannato!".

La richiesta di Raiola a Ibra: "Sapete cosa fece quel bastardo sfacciato? Tirò fuori quattro fogli A4 su cui c’erano nomi e cifre, tipo Christian Vieri 24 gol in 27 partite, Filippo Inzaghi 20 gol in 25 partite, David Trezeguet 20 gol in 24 partite, Zlatan Ibrahimovic 5 gol in 25 partite". Raiola tuonò: "Allora se diventi il migliore del mondo poi arriverà tutto il resto, ma se insegui solo il denaro allora non otterrai mai niente, capisci? Pensaci su e poi mi fai sapere, ma se vuoi lavorare con me devi fare come dico io". Come? "Dovrai vendere tutte le tue macchine, tutti i tuoi orologi e cominciare ad allenarti tre volte più duramente, perché adesso la tua statistica fa schifo".

Ibrahimovic co-proprietario dell'Hammarby

Poco prima di scegliere il Milan, Ibrahimovic ha stupito tutti sui social con un curioso annuncio. Il centravanti si è presentato su Instagram con la maglia biancoverde dell'Hammarby, club della massima divisione svedese. Il motivo? Ibra è diventato il co-proprietario del club, facendo infuriare i suoi ex tifosi del Malmoe. Questi ultimi sorpresi dalla scelta del loro ormai ex idolo, si sono scagliati contro di lui, con una contestazione feroce. Non solo post, e insulti social, ma anche atti teppistici nei confronti della statua di Ibra e della sua abitazione svedese, con la richiesta al club di rimuovere tutto quello che concerne il giocatore diventato ora un avversario.