Ha le idee chiare Granit Xhaka in campo e fuori. Il centrocampista dell'Arsenal e della nazionale svizzera sa bene quali sono le priorità della vita: il lavoro è importante, ma niente viene prima della nascita di un figlio. È quello che il calciatore ha ribadito sia alla rappresentativa elvetica che al club inglese, intenzionato a stare al fianco della moglie sia al momento del parto, sia nei giorni successivi con buona pace del pallone.

Xhaka, pausa nel calcio per la nascita del figlio

Una scelta che dovrebbe essere la normalità ma che invece spesso e volentieri è tutt'altro che scontata. Non tutti i calciatori decidono di mettere da parte i propri impegni professionali in campo per un lieto evento come la nascita di un figlio. Non è questo il caso di Granit Xhaka che è stato perentorio nel ribadire alla Federcalcio svizzera e a vertici e staff tecnico dell'Arsenal la sua volontà di prendersi un periodo di pausa per stare vicino alla moglie Leonita Lekaj pronta a partorire quello che sarà il primogenito della coppia.

Niente Svizzera e Arsenal per Xhaka al fianco della moglie al momento del parto

Granit Xhaka centrocampista classe 1992 perno della Svizzera e dei Gunners ha comunicato la sua necessità di prendersi una breve (si spera) pausa per assistere alla nascita del primogenito, e stare vicino al neonato e alla moglie nei primi giorni post-parto. Il lieto evento è previsto per metà ottobre, proprio quando andrà in scena la seconda sosta nei campionati per gli impegni delle nazionali. La Svizzera affronterà Danimarca e Irlanda a e l'assenza di Xhaka potrebbe essere pesantissima. Se poi i tempi dovessero allungarsi, allora anche l'Arsenal potrebbe essere costretta a rinunciare al centrocampista, almeno per una gara.

Ci sono cose più importanti del calcio, l'esempio di Xhaka (e Seferovic)

Quello che è certo è che non c'è partita che tenga per Xhaka che ai media elvetici non ha lasciato spazio a ripensamenti, dimostrandosi pronto a seguire l'esempio di Seferovic. L'ex di Fiorentina, Lecce e Novara ha saltato l'Irlanda per lo stesso motivo: "Ci sono cose che contano più del calcio, la vita ti mette di fronte ad appuntamenti più importanti e la nascita di un figlio è tra questi. Con Haris avevamo deciso così, lui avrebbe giocato contro l'Irlanda giovedì scorso e poi sarebbe tornato a casa. La stessa cosa probabilmente accadrà anche con me".

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