Confronto con il proprio passato, sfida a chi ha dominato negli ultimi otto anni, dimostrazione di forza e tenuta sia fisica che mentale. Tutto questo – e non solo – è Inter-Juventus dalla parte di Antonio Conte, il condottiero nerazzurro che si appresta per la prima volta in carriera a sfidare i bianconeri. E lo farà davanti al suo nuovo pubblico, nella sua nuova ‘casa', da capolista solitario. Insomma, da protagonista assoluto perché se gli occhi saranno tutti sul campo per capire cosa accadrà nei 90 minuti di domenica sera, ci sarà anche attenzione particolare a ciò che avverrà sulla panchina nerazzurra.

Il Derby come test di crescita

Non una gara qualsiasi e non solamente perché è il Derby d'Italia. Questa Inter-Juventus che capita già alla settima giornata è un po' la ‘summa' dopo la prima settimana di scuola, quando si può iniziare a farsi un'idea dei nuovi compagni, delle materie e dei professori. Niente di definitivo, ma come sempre accade la prima impressione è ciò che conta e se l'Inter riuscirà ad impressionare contro la Juventus, allora si potrebbe anche pensare che la strada intrapresa sia quella giusta.

Siamo all'inizio di un percorso. Abbiamo cambiato radicalmente la situazione rispetto agli anni passati. Ci vorrà del tempo, ma stiamo facendo un lavoro importante. Ringrazio i ragazzi per la disponibilità, negli anni dobbiamo fare degli step.

I complimenti alla Juve di Sarri

Antonio Conte lo sa e non si nasconde. Di fronte ha una società e una squadra che domina da 8 anni a questa parte e che ha iniziato proprio grazie al suo avvento perché se Allegri è stato il tecnico che ha continuato a vincere i tricolori e ad accarezzare per due volte la Champions League, Conte è colui che dal nulla ha permesso ai bianconeri di aprire questo ciclo storico in Serie A.

Complimenti alla Juventus perché da 8 anni sono sempre saliti. Ora si è creato un gap importante che non è facile da colmare. Noi abbiamo iniziato la rincorsa, se vogliamo giocare su certi livelli dobbiamo imparare ad alzare l'asticella

Dal Barcellona alla Juve

Corsi e ricorsi, presente passato e futuro: per il tecnico di Bari domenica sera dopo i saluti e gli sguardi fugaci ai bianconeri ci sarà solamente l'Inter nella testa e nelle corde vocali. La rabbia cumulata al Camp Nou dai suoi giocatori e da lui stesso potrà essere veicolata in campo come alleata in più per sfidare e fermare la Juventus.

Vince sempre il migliore al di là degli episodi, il Barcellona ha meritato perché ha fatto qualcosa in più di noi, noi abbiamo commesso troppi errori. Adesso c'è la Juve che ha già un'idea di calcio e in questo inizio di stagione non ha ancora perso. È una squadra di giocatori già fatti con esperienza e tante vittorie

Sfida totale ma non da scudetto

In palio c'è l'orgoglio, l'autostima, i valori sportivi di primeggiare sull'avversario. Nulla di più, perché dopo sole 7 giornate parlare di sfida scudetto non è credibile, è prematuro soprattutto per l'Inter che sta costruendo e inciamperà obbligatoriamente in qualche errore di gioventù. Per dire se è matura, viva, pronta a giocarsi il titolo bisognerà giocoforza aspettare.

 Vedremo più avanti i veri valori. Più avanti sapremo quanto valiamo e le nostre ambizioni. Dobbiamo avere la voglia e il coraggio di giocare queste partite.  Contro la Juve è un test importante perché sono una corazzata che negli anni ha lavorato bene. La Juve è un esempio.

Lukaku sì, Lukaku no, Lukaku forse

C'è anche spazio per la tattica, per sapere che Inter scenderà in campo, se ci sarà Lukaku il giocatore più cercato da Conte e che adesso sta attraversando un momento di forma non eccezionale per un problema muscolare.

Lukaku? Giocherà come tutti se starà bene e permetterà di garantire prestazione e tenuta. Altrimenti si siederà in panchina  e scenderà in campo un altro giocatore. Va bene così, anche se dopo la sosta spero di contare su un maggior numero di ragazzi.

La stella dell'ignoranza

Infine, la polemica con i suoi ex tifosi che non hanno mai digerito il suo passaggio all'Inter,  letto come un tradimento ai colori bianconeri. La solita polemica sterile ma che ha portato anche alla richiesta di togliere la stella di Conte allo Stadium bianconero. ‘Petizione' contro la quale si è mosso anche il presidente della Juve, Andrea Agnelli.

Io non lo devo neanche toccare questo argomento. Non devo ringraziare niente e nessuno, avrei preferito che nessuno desse spazio a questi deficienti, ignoranti e stupidi: anche voi giornalisti sbagliate a dar loro importanza e mi spiace sia intervenuto Agnelli confermando interesse per un'azione ignorante e stupida, non da tifoso