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Venditti: “Togliete il mio inno, appartiene a un’altra Roma”

Lo sfogo del cantautore e tifoso giallorosso per il momento difficile della squadra capitolina.
A cura di Maurizio De Santis
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antonello venditti roma

A furia di ‘fa la stupida' ha fatto stufare pure lui che per anni le ha reso ‘Grazie' con musica e parole mescolate, tra le righe del pentagramma, con fede e passione nei colori giallorossi. Antonello Venditti deluso, confuso e infelice come i tifosi della Roma rimasta in fondo all'alfabeto del calcio italiano: ancorata alla z di Zeman, accolto come un condottiero e poi decaduto troppo in fretta, senza mai aver accarezzato la grandezza. "Dimmi cos'è, cos'è che batte forte, forte, forte in fondo al cuore, che ci toglie il respiro e ci parla d'amore". Quella squadra che gli stuzzica sogni da "re quando sento le campane la domenica mattina" non esiste più. Sedotto, abbandonato, tradito al punto da compiere l'estremo atto di dolore, lo strappo che ‘niente è più come prima'; che ‘indietro non si torna'; che ‘il disincanto alza il velo sui sogni'.

Sinceramente l'inno della Roma mi piacerebbe se lo togliessero, perché non lo trovo più identificativo della squadra che conoscevo io.

Parole sofferte, che sgorgano dall'anima di un tifoso che mai dimenticherà la storia e la maglia. Parole sofferte che il cantautore pronuncia ai microfoni di Centro Suono Sport. Parole come pietre, quando pensa all'affare Paulinho finito al Tottenham e sfilato sotto il naso della Roma da un suo ex dirigente…

Paulinho? E' un giocatore di Baldini, ora voglio vedere che giocatori ha Sabatini.

Venditti ha poi voluto chiarire la propria posizione attraverso un post pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Facebook. Nessun cambio di maglia, nemmeno ammaina la bandiera giallorossa. Solo uno sfogo, una provocazione e nulla più.

Cari romani, romane, romanisti e romaniste di tutto il mondo, voglio rassicurarvi sulle mie parole e sul mio pensiero rispetto agli Inni per la nostra amata Roma! La mia voleva essere una forte provocazione per spronare il presidente ed i dirigenti a riportare l'AS Roma alla nostra cultura, rendendola più simile nei contenuti e nei risultati alla nostra grande storia di tifo calcistico, di sportività e di amore. Sempre orgoglioso di essere con voi, uno di voi….per sempre! Gli Inni sono nel cuore e non appartengono più all'autore, ma ad ognuno di noi. Forza Roma.

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