Usa, colpi di testa vietati nel calcio giovanile: la richiesta dei genitori
Giocare a calcio senza poter colpire il pallone di testa? Un’ipotesi curiosa ma che potrebbe presto diventare realtà oltreoceano. La Federazione calcio degli Stati Uniti infatti starebbe valutando l’idea di proibire i colpi di testa ai giovani calciatori di età inferiore ai 10 anni, limitandone l’utilizzo per quelli dagli 11 ai 13 anni, durante gli allenamenti. Un provvedimento figlio di una precisa richiesta formalizzata da un gruppo di genitori dei giovani atleti, presentata nell’agosto del 2014. Per ora il tutto rimane nell’ambito delle raccomandazioni, visto che le associazioni relative al calcio giovanile non possiedono autorità per richiedere e spingere verso l’adozione di determinate norme.
A tal proposito ecco quanto comunicato dalla stessa Federcalcio Usa attraverso una nota: “Anche se si tratta solo di raccomandazioni, sono basate su parere della commissione medica della Federazione e per questo esortiamo con forza la loro adozione”. Diversi mesi fa suscitò molto scalpore uno studio effettuato dalla rivista scientifica Brain Injury che evidenziava che il colpire il pallone di testa può provocare dei micro-traumi cranici che rischiano di causare negli anni una forma di Alzheimer. Ricercatori di Toronto infatti sono arrivati a questa conclusione analizzando il caso della morte di Jeff Astle, leggendario calciatore del West Brownich. L’attaccante inglese, abilissimo nel gioco aereo, è deceduto nel 2002 a 59 anni per le conseguenze di una serie di problemi cerebrali, degenerati in una forma di demenza. Nel frattempo il calcio negli States continua a vedere accresciuta la sua popolarità, anche grazie ai tanti campioni che ora militano nel campionato della Major League Soccer. Grande visibilità e scuole calcio che diventano sempre più piene di bambini che sperano di emulare i loro beniamini.